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Erasmus plus: gli studenti di Unict raccontano le loro esperienze

Make Erasmus not war

Nell’articolo “Studenti Erasmus a Catania: una realtà sempre più forte” abbiamo raccontato quanto gli studenti stranieri vadano pazzi per Catania, tanto da sceglierla come meta per il progetto Erasmus plus; adesso vogliamo invece raccontarvi come gli studenti catanesi si vivono la loro esperienza di studio all’estero.

Make Erasmus not war

L‘Erasmus plus è un progetto finanziato dalla Comunità Europea, dedicato a giovani universitari che desiderano studiare all’estero e arricchire il proprio bagaglio culturale.

Da sempre infatti, anche gli studenti italiani amano partire alla ricerca di nuove avventure. In particolare il 2017 presenta un boom di partenze nell’intera penisola, comprendendo naturalmente pure Catania. In totale saranno 41 mila i giovani che trascorreranno un periodo lontano da casa.

Tutti pazzi per l’Erasmus plus!

Tra le mete più gettonate dai catanesi si annovera sicuramente la Spagna per il suo clima mite, l’accoglienza della sua gente e la movida notturna di Barcellona così simile alla nostra città. Naturalmente anche la Francia e la Gran Bretagna sono prese in forte considerazione soprattutto da chi desidera approfondire la lingua.

Inaspettatamente, sono molto apprezzati anche i paesi dell’Est. Dalla Romania all’Ungheria gli universitari affollanno le piccole e grandi città spinti dalla qualità della vita e dai prezzi competitivi. La Polonia vanta delle ottime facoltà specializzate in materie umanistiche e artistiche.

 

tutti i pesi dell'Erasmus plus 2017

Le nazioni che partecipano al progetto Erasmus plus

L’Università degli Studi di Catania utilizza tutti gli strumenti per rendere la permanenza il più soddisfacente possibile, attraverso borse di studio e diverse agevolazioni.

L’ateneo catanese offre non solo la possibilità di seguire corsi affini al proprio curriculum e acquisire CFU negli atenei stranieri, ma anche effettuare una ricerca per la stesura della tesi; nonché di fare esperienze di tirocinio post laurea presso specifiche aziende e centri di ricerca esteri.

Generazione Erasmus

Ascoltando i pareri di chi ha vissuto questa fantastica esperienza, indipendentemente dal luogo scelto, il parere più comune è quello dell’unicità e delle grandi opportunità didattiche fornite.

Ma quale tipologia di studenti catanesi fanno parte della cosiddetta “Generazione Erasmus“? Sono in genere ragazzi, ma soprattutto ragazze con un’età media attestata intorno ai 23 anni, che trascorrono all’estero un periodo che va da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 12.

Bisogna specificare che il Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania vanta circa l’80% degli studenti Erasmus in entrata nonché in uscita.

La testimonianza di Melissa

Abbiamo intervistato Melissa, una giovane studentessa di Archeologia del Disum di Catania, che tra il 2016 e il 2017 ha trascorso sei mesi a Varsavia studiando presso l’Uniwersytet Warszawski.

Sono venuta a conoscenza della possibilità di fare il corso internazionalizzato tramite alcune colleghe, partite l’anno precedente a Varsavia e che si dicevano molto soddisfatte dell’esperienza. Vi era la possibilità di scegliere tra due mete, la Polonia o la Turchia. Io, dato i consigli ricevuti, ho optato per la prima. È stata un’esperienza fantastica!
Varsavia è una città molto attiva dove la gente si muove tanto anche grazie ai mezzi pubblici perfettamente funzionanti. È stato bello visitare la Polonia durante il periodo invernale in cui si veste dei colori del Natale con tantissime luci e decorazioni natalizie.

Anche l’università è ben organizzata. A differenza di Catania, si svolgono più discipline pratiche, dando quindi la possibilità di mettere in pratica ciò che si studia sui libri. In merito ai miei studi archeologici, ho potuto approfondire branche da me poco conosciute come l’archeologia subacquea, attraverso conferenze organizzate ad hoc”.

La riflessione di Dario

Le stesse impressioni entusiaste, le percepiamo nella testimonianza di Dario, ex studente dell’Accademia di Belle Arti di Catania, che adesso vive a Berlino dove svolge la professione del fotografo.

“Nel 2012 ho partecipato al progetto Erasmus a Lodz, città universitaria della Polonia. Questo periodo è stato tra i più intensi e positivi della mia vita. La sua importanza sta nel poter paragonare il metodo educativo del tuo paese con quello di un altro, i modi di concepire la società, il progresso, l’apertura o chiusura culturale.

L’Erasmus può essere per molti studenti un’occasione di lasciare la propria casa ed i propri comfort, di mettersi in gioco. L’Erasmus è un percorso guidato passo passo, come tutto il periodo in cui lo studente è a scuola.
Quando ti trasferisci veramente, invece, la guida che ti ha da sempre accompagnato – dai genitori al professore – ti abbandona. Nessuno ti insegna a confrontare la burocrazia, a trovare un lavoro, a relazionarti con gli altri. Credo quindi che la scuola non dovrebbe essere un luogo pieno solamente di concetti ma una palestra in cui imparare ad essere un essere umano nella società odierna.

In questo, penso che l’Erasmus sia una “scuola” molto più utile di quella a cui siamo abituati. È pur sempre un illusione (se pur bellissima) che però porta a farti domande che non ti saresti mai posto seduto dentro un’aula universitaria”.

Alice Calliope Spoto

Autore: Alice Calliope Spoto

Classe 1992. Nata in Svizzera e tornata nella sua Sicilia in tenera età, negli anni dell’università sceglie Catania come la città più affine al suo spirito contradditorio. Laureata in Beni culturali, ha scelto di seguire le viscere e continuare gli studi nell’ambito della comunicazione per poter approdare di tutto diritto nel mondo del giornalismo culturale e dell’editoria. Lunatica e con la testa perennemente tra le nuvole, scrive di arte, cultura, letteratura e spettacolo sul web, in attesa di trovare il fegato di scrivere il suo romanzo nel cassetto. Delle cianfrusaglie.

Erasmus plus: gli studenti di Unict raccontano le loro esperienze ultima modifica: 2017-12-07T14:20:37+00:00 da Alice Calliope Spoto
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