ARTE

“A statua senza testa”: l’età borbonica rappresentata da Antonio Calì

La statua di Ferdinando I di Borbone a Catania.

A statua senza testa” che si trova lungo Via Cardinale Dusmet “sutta l’acchi da marina” ha un’origine e una storia ben precisa. L’artista catanese Antonio Calì, considerato l’erede dello scultore Antonio Canova, ha dato alla luce la famosa statua, in seguito diventata “senza testa”, di Ferdinando I. Della stessa composizione e dello stesso autore troviamo a Catania anche la scultura di Francesco I e quella di Ferdinando II, entrambe acefale e locate in Villa Pacini.

Antonio Calì: scultore catanese erede di Canova

Il catanese Antonio Calì nasce a Catania il 17 novembre del 1788 e muore a Napoli nel 1866. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti a Napoli, in cui fu allievo del padre, Calì ottiene un pensionato reale di soggiorno a Roma. Qui viene formato da Bertel Thorvaldsen e Antonio Canova. Dopo la morte del suo maestro per eccellenza, Antonio Canova, a Calì viene dato il compito di terminare le opere incomplete dell’artista, molte delle quali dedicate alla famiglia Borbone oggi esposte a Napoli. L’artista catanese si rifarà alle opere del Canova quando scolpirà le tre statue dedicate a Ferdinando I, Ferdinando II e Francesco I di Borbone per la sua città natale.

Statua dedicata al re borbone Ferdinando II. Oggi si trova presso la Villa Pacini.

Statua dedicata al re borbone Ferdinando II. Oggi si trova presso la Villa Pacini.

Ferdinando I di Borbone: la statua “senza testa”

La prima statua di Antonio Calì che andremo ad analizzare è quella dedicata a Ferdinando I di Borbone. La scultura del re borbonico, maggiormente conosciuta rispetto alle altre due presenti sul suolo catanese, oggi si trova alle spalle del Palazzo Biscari e lungo Via Cardinale Dusmet. Eretta nel 1853 e posta nel Largo San Francesco, la scultura del Calì subì nel tempo diverse violenze. Nel 1860, quando i garibaldini invasero la Sicilia, guidati dal loro spirito anti-borbonico, la statua del sovrano venne decapitata. La testa del monumento non fu più trovata. A questo punto la statua fu portata e gelosamente conservata presso i magazzini municipali dell’epoca. Solo nel 1964 la statua decapitata venne collocata nel luogo dove soggiorna fino ad adesso.

Anche negli anni a seguire la scultura di Ferdinando I continuò a subire diverse angherie. Un po’ come lo Stallone Ferito, di cui vi abbiamo precedentemente raccontato, anche la scultura del Calì è stata vandalizzata più volte. La fantasia dei catanesi nei riguardi di questa statua è stata incontenibile: il pallone da calcio al posto della testa, luci ad intermittenza sulla scultura, la gabbietta con all’interno un ignaro uccellino posta al dito mutilato, sono solo alcune delle angherie che la povera statua ha subito negli anni.

Qualche anno fa si è anche discusso sulla vera identità della statua. Molti sostenevano che si trattasse di Ferdinando II, altri di Ferdinando I: identità dubbiosa anche a causa delle simiglianze delle tre statue di Antonio Calì. Ci vengono in aiuto gli studiosi e gli appassionati dell’età borbonica, i quali sostengono che non può che essere Ferdinando I, il “re nasone” (a cui si deve la riforma della marina militare), quello esposto alle spalle del Palazzo Biscari. Continuano, però, tutt’oggi i dilemmi sulla sua vera identità: nessuna targa con le giuste informazioni si trova oggi affissa accanto alla statua senza testa.

La statua di Francesco I di Borbone nella Villa Pacini a Catania. Insieme alle statue di Ferdinando I e II, rappresentano il periodo borbonico visto dagli occhi dell'artista Antonio Calì.

La statua di Francesco I di Borbone nella Villa Pacini a Catania. Insieme alle statue di Ferdinando I e II, rappresentano il periodo borbonico visto dagli occhi dell’artista Antonio Calì.

Ferdinando II e Francesco I: due statue sconosciute nella Villa Pacini

Vestir semplicissimo antico, nude braccia, gambe, ginocchio, testa, coverto il dorso di pallio, che un’armilla ferma sul destro omero, il petto di corazza merlata, di cui sotto una tonicella mezzo gli vela le cosce, e i piedi di coturno (…) il protendere la mano destra allungandola distesa con liberale atto, l’appoggiare il manco braccio, con cui impugna lo scettro, sopra un’erma di Pallade sorgente a lui di costa, tenendo immota la mancina gamba. (…) L’armatura, che veste il monarca, è lavorata con massima perfezione: ma perché sulla corazza scolpire due ippogrifi invece dell’aquila siciliana? Se il Calì fosse stato guidato da sperti uomini, ne’ 15 merli della corazza posto avrebbe simboli leggiadrissimi e di storica significanza…”. Così ha descritto la statua di Francesco I il marchese siciliano Lionardo Vigo.

Eretta nel 1833 e alta circa 3 metri, in principio si trovava a Piazza Università. Oggi si trova nella Villa Pacini, in compagnia di un’altra statua del Calì: quella di Ferdinando II di Borbone. Anch’esse senza la testa, quest’ultima fu eretta nel 1842 e principalmente era collocata a Piazza Stesicoro, dove oggi sorge il monumento a Vincenzo Bellini.

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

“A statua senza testa”: l’età borbonica rappresentata da Antonio Calì ultima modifica: 2018-04-06T09:36:15+00:00 da Valentina Friscia

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