Caterina Camiolo e la sartoria creativa

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Caterina Camiolo e la sartoria creativa

Kalò, boutique di Caterina Camiolo dalle creazioni originali Fonte Facebook

Un’artigiana che ha reso, nel tempo, la sua passione un lavoro. Una donna, come molte molte altre a Catania, che è riuscita a dispiegare la sua dimensione creativa. Caterina Camiolo, detta Katia, è una sorta dall’estro spiccato.

Le origini e poi l’emersione della creatività

L’ispirazione e l’inclinazione verso il cucito emergono in Katia, originaria di Grammichele, all’età di sei anni, in un episodio specifico. Un giorno la madre è assente e affiora in lei l’idea di cucire un abito per la sua bambola. Katia si punge con gli aghi; quando la madre torna decide di insegnarle l’arte del cucito; da allora è stato tutto un divenire. Nonostante Caterina Camiolo abbia intrapreso altre strade formative e lavorative, ha sempre tenuta viva l’inclinazione per il cucito, appresa e approfondita da autodidatta. Da giovane ha studiato come operatrice contabile, dopo il diploma in ragioneria, solo per un mese; poi per un breve periodo (3-4 mesi) è stata agente di commercio.

Ella ha lavorato per una grossa azienda per 28 anni, svolgendovi la mansione di commessa. In seguito, in quel contesto, i responsabili si accorgono dell’estro creativo di Caterina, evidente soprattutto in colori e abbinamenti. Perciò la donna ha svolto le mansioni di visual designer e vetrinista, nonché di allestire layout, anche queste determinanti rispetto alla dimensione innovativa di Katia.

Caterina Camiolo e il vissuto a Pavia

All’età di 12 anni si trasferisce con la famiglia nella città lombarda. Qui, in periferia, la sorella apre una boutique di maglie maschili e femminili. Non solo punto vendita, anche luogo di socializzazione: la sorella si incontra con le amiche con cui scambia idee. Accade che un giorno arriva alla boutique un signore napoletano, un uomo estroso, che vende abbigliamento elegante. Katia e la sorella restano incuriosite e, su sollecitazione dell’uomo, allestiscono il negozio con tali capi. Poiché si tratta di vestiario pregiato e lì accanto c’è stata una scuola di ballo liscio, le vendite vanno a gonfie vele. Inoltre Katia, assieme alla signora Marini che ricorda con affetto, sistema degli abiti, dà loro un tocco innovativo, scuciti e ricuciti più volte.

Dopo alcuni anni la sorella sposta la boutique in centro, diviene imprenditrice; Katia segue un altro percorso. L’artigiana ricorda l’esperienza di vita a Pavia con entusiasmo e gratitudine. Essa è stata incisiva rispetto al suo percorso creativo di sartoria, addentrandosi sempre più in questo mondo. Approfondisce le tecniche di cucito e le tipologie di tessuto. Un’esperienza non solo creativa, pure ludica, che ha permesso di espandere il suo estro.

Borse dalla varietà cromatica
Le creazioni di Caterina Camiolo nella loro unicità Fonte Facebook

Kalò e la sartoria creativa

L’azienda per cui la donna lavora decide di chiudere la filiale a Catania e di spostarsi a Roma. Ma Katia ha preferito rimanere nel capoluogo etneo, in quanto parallelamente si occupa di sartoria. Questo adesso, da sempre la sua passione, diviene il lavoro principale. Caterina Camiolo nel 2015 apre una propria boutique, ubicata tuttora in via Umberto 226, Kalò – Sartoria Creativa. Il nome della bottega deriva dalle prime due lettere del nome dell’artigiana e le ultime due del cognome. Katia adesso svolge riparazione di capi vari, specialmente vintage e di cerimonia. Ma ella è sempre stata dedita a realizzare abiti, borse, monili come collane sfrangiate, papillon.

L’artigiana ricorre nelle realizzazioni ad un’ampia varietà cromatica; ogni colore ha la sua storia e il suo lato creativo. Ciascuno di essi, inoltre, manifesta un determinato stato d’animo. Katia ricorre ad una data varietà cromatica anche in rapporto alla condizione dell’umore che intende rappresentare. Caterina Camiolo realizza capi unici; l’intento è dar vita a manufatti con una loro autenticità, un loro percorso nella creazione, una loro essenza. Ecco che Katia va oltre l’omologazione, i manufatti realizzati sono a misura esclusiva di chi li richiede. Forme e colori non solo originali, ma che trasmettono pure sicurezza.

Caterina Camiolo, altre curiosità

Una collaborazione lavorativa proficua del passato è avvenuta assieme ad una ragazza anche lei dedita al cucito. Ella ha compiuto una ricerca peregrina di negozi vintage negli USA, riuscendo a reperire alcuni capi. Lo scopo è stato realizzare abiti retrò per i/le partecipanti ad un matrimonio. E’ stata un’immensa mole di lavoro, consistente sia nello scucire e nel ricucire, sia nell’assemblare vari pezzi di stoffa, dando loro nuova vita. Un momento di ampia espansione della creatività, nonché di gioco perché è stato un lavoro innovativo.

Vi sono alcune idee di Caterina Camiolo rimaste in embrione, tutte riportate in quaderni, da manifestare quanto prima. L’artigiana conosce oramai bene colori, tessuti, forme che la ispirano. Katia è incline a dedicarsi all’arte del riciclo, nella fattispecie dare un’altra vita a capi dimenticati e considerati vetusti una nuova vita. Un aspetto che va in controtendenza rispetto alla superproduzione portata dall’industria di moda e abbigliamento, con capi che rimangono costantemente invenduti. Rivalutare vestiti ritenuti vecchi è un beneficio a livello economico e ambientale; rimodellarli è un atto creativo. Un’attività già svolta da realtà come Trizzi d’Amuri e figure come Mimma Rugolo. Caterina Camiolo, con l’arte della sartoria, tende ad una costante ricerca del bello e dell’originalità, nutrendo sempre più il suo estro. Un’inclinazione che, anche dopo decenni di attività, vuol continuare ad affinare.

Caterina Camiolo e la sartoria creativa ultima modifica: 2024-07-29T07:39:28+02:00 da Angela Strano

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