Vento di Libertà, i Vespri Siciliani raccontati in un fumetto itCatania -

itCatania

INTERVISTE STORIA

Vento di Libertà, i Vespri Siciliani raccontati in un fumetto

283621007 526456135577048 8186727988711518287 N 62a2340b155d5

Lelio Bonaccorso, oltre a essere un fumettista, illustratore e insegnante presso le Scuole del Fumetto di Palermo e Messina è anche un gran narratore di storie siciliane. Nel suo ultimo fumetto presentato a EtnaComics dal titolo Vento di Libertà (edito da Tenuè) viene narrata la storia delle due messinesi Dina e Clarenza, grandi guerriere che si sono distinte per il loro coraggio nella battaglia dei Vespri Siciliani contro gli angioini.

Vespri Siciliani, cenni storici

Siamo nel 1282 e in Sicilia regna una grande agitazione. Gli abitanti dell’Isola, i futuri Leoni d’Europa, si armano di sassi per cacciare gli angioini e dare il via alla battaglia dei Vespri, considerata la prima rivoluzione popolare europea dove fu il popolo a vincere. «Uno dei principali motivi per cui i siciliani si sono arrabbiati con gli angioini è che hanno cercato di introdurre in Sicilia lo Ius primae noctis. Il re o chi ne faceva le veci quando c’era un matrimonio aveva il diritto di andare a letto con la moglie prima del futuro marito. Da qui ha anche origine la parola dialettale siciliana “cunnutu” e del perché è associato l’essere tradito con le corna. Quando, infatti, il re andava a letto con le mogli in compenso la sua famiglia non avrebbe più pagato le tasse. Per cui se l’addetto al recupero tasse andava in una casa e vedeva sulla porta un paio di corna appese, significava che quella famiglia non doveva pagare perché “era passato il re”».

«Col tempo, però, questa cosa iniziò a degenerare. La nuova proposta degli angioini era che l’usanza di andare a letto con la moglie rimanesse, ma le tasse le dovevano pagare tutti comunque. Il motivo per cui sono scoppiati i Vespri Siciliani è anche questo. Tirare troppo la corda con il popolo siciliano non va bene perché si rischia una rivoluzione», ci racconta Lelio Bonaccorso durante la conferenza a EtnaComics.

283666924 1027234197932804 6111461710136264618 N
Presentazione del fumetto Vento di libertà presso la Sala Galatea di EtnaComics. Foto di: Valentina Friscia

Dina e Clarenza in Vento di libertà, due donne invincibili

«In base a ciò che viene insegnato a scuola si può pensare che la storia sia stata fatta solo dagli uomini, ma anche le donne hanno dato molto. Qui in questo libro le donne sono assolute protagoniste e hanno permesso alla storia di avere una svolta». Le due donne raccontate nel fumetto storico di Lelio Bonaccorso sono Dina e Clarenza, due delle tante guerriere che hanno partecipato alla battaglia del Vespro a Messina.

Gli angioini volevano entrare a Messina di notte attraverso le mura che erano rimaste danneggiate. Credevano di avere il passaggio libero, ma si dovettero cimentare con la foga di Dina e Clarenza che erano rimaste a fare la guardia per permettere agli uomini di riposare. Visti gli angioini, le due donne si misero a scagliare pietre sugli assalitori e a suonare campane per richiamare i messinesi. Questi si svegliarono di soprassalto e tutti si diedero da fare per respingere il nemico oltre le mura.

Un amore impossibile

Nel fumetto c’è anche del sentimento, una storia d’amore e di condivisione che non avrebbe potuto mai esserci. L’amore di una siciliana e di un francese, è una storia verosimile con un destino segnato dalla storia. «Ho inserito questo elemento perché l’amore è la chiave che muove tutto. Qui è raccontato anche l’amore per la Sicilia, vista come la Grande Madre. Questa siciliana insegna al francese che cos’è la Sicilia e la Grande Madre, cioè qualcuno che è capace di accogliere i propri figli, anche se considerato diverso. Però se qualcuno prova a toccare un figlio alla Grande Madre si scatena una grande potenza incontrollabile».

Fumettomania Gpphoto Giovanni Puliafito
Lelio Bonaccorso. Foto di: Fumettomania GPphoto Giovanni Puliafito

La ricercatezza nello stile, l’accuratezza nella descrizione della storia

«Di Dina e Clarenza non vi è un’iconografia storica, quindi ho cercato di dare delle fattezze e dei tratti somatici a queste due donne. Quando si racconta la storia bisogna anche studiare il contesto, l’abbigliamento e non si può improvvisare. Essendo un fumetto storico ho fatto un po’ di ricerca e ho scoperto tante cose che anche io non conoscevo». Raccontata in uno stile moderno dove le immagini storiche si interfacciano con lo stile cartoon, la storia del Vespro parla di una popolazione che schiacciata da uno strapotere, il popolo si unisce e riesce a travolgerlo. «Ho cercato di raccontare la mia terra in maniera diversa provando a narrare ciò che noi abbiamo attraverso la storia: noi studiamo le storie e le rivoluzioni degli altri ma le nostre siciliane non le conosciamo abbastanza».

«Il fumetto è uno strumento che riesce a plasmarsi in modo tale che è ancora oggi uno strumento potentissimo di comunicazione per ogni generazione. Le generazioni cambiano, ma il fumetto rimane il modo migliore per trasmettere qualcosa».

Vento di Libertà, i Vespri Siciliani raccontati in un fumetto ultima modifica: 2022-06-13T09:56:26+02:00 da Valentina Friscia

Commenti

Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Promuovi la tua azienda in Italia e nel Mondo
To Top
0
Would love your thoughts, please comment.x