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Tutte le opere preziose in Santa Maria di Gesù

Fra le opere più preziose troviamo nel Presbiterio Santa Maria Di Gesù il Crocifisso di Fra' umile

All’interno della Chiesa di Santa Maria di Gesù a Catania si trovano opere preziose di artisti quali Angelo De Chirico, Giuseppe Zacco, Antonello Gagini, rappresentanti di spicco del Rinascimento siciliano e del Barocco. Scopriamole assieme.

Opere preziose e artisti importanti a Santa Maria di Gesù

La Chiesa di Santa Maria di Gesù, sita nell’omonima piazza, è nata ufficialmente nel 1442. Originariamente, in particolare nel 1300, nacque come cappella annessa a un convento di francescani dell’Ordine dei frati minori osservanti. Successivamente divenne la chiesa della nobile famiglia dei Paternò Castello di Carcaci che qui realizzò la sua cappella funeraria.

All’interno e anche all’esterno operarono artisti del calibro di Gerolamo Palazzotto, artefice della facciata della Chiesa oltre che di quella del duomo di Catania, dopo il rovinoso terremoto del 1693, Antonello Gagini scultore appartenente a una famiglia di fini scalpellini che proprio nella parte esterna dell’edificio, in particolare nella facciata realizza una lunetta in marmo di Carrara con rilievo della Vergine col bambino. Lo stesso soggetto, Vergine in trono col Bambino, si trova in un trittico tradizionalmente attribuito ad Antonello De Saliba, nipote di Antonello da Messina.

Gagini scolpisce anche la statua in marmo della Madonna col Bambino, collocata in uno degli altari principali. Angelo De Chirico, seguace di Cesare da Sesto, realizza all’interno della cappella gentilizia la pala d’altare dedicata all’Immacolata, con S. Agata e Santa Caterina. Infine gli altri tre altari accolgono le pale dedicate a San Francesco, opera di Giuseppe Zacco. Nel presbiterio si trova il crocifisso ligneo realizzato da Fra’ Umile da Petralia.

Fra le opere preziose che abbelliscono la Chiesa di Santa Maria di Gesù vi è la statua in marmo saccaroide della Madonna col Bambino, opera di Antonello Gagini
Fra le opere preziose che abbelliscono la Chiesa di Santa Maria di Gesù vi è la statua in marmo saccaroide della Madonna col Bambino, opera di Antonello Gagini. Fonte Foto: pagina facebook Parrochia Santa Maria di Gesù

Le opere preziose di Antonello Gagini: le lunette, la statua, la fontana

Antonello Gagini, figlio di Domenico, artigiani e artisti di origine ticinese è stato uno scultore e architetto del Rinascimento. Antonello è il massimo esponente della famiglia E’ fra i più importanti e prolifici artisti siciliani di questo periodo. In tutta l’Isola si ritrovano le sue opere, caratterizzate da alcuni stilemi particolari. Giorgio Vasari nelle sue cronache, lo cita come “Antonio da Carrara” . Egli lavorò soprattutto in Sicilia (Palermo, Trapani, Messina, Catania, Siracusa e nelle città della provincia), in Calabria e a Genova. La sua arte fu straordinariamente apprezzata a Palermo, dove realizzò le sue opere più importanti e dove si trovava la sua bottega.

L’artista cominciò a studiare architettura col padre, allievo di Brunelleschi. Trovandosi spesso a Carrara fa assurgere a modello prediletto Michelangelo. Subì anche influssi dell’arte tardo gotica tipica della Svizzera. Tra il 1504 e il 1506 a Roma, collaborò con la bottega di Michelangelo.

Nella Chiesa di Santa Maria di Gesù di realizza: una fontana di foggia rinascimentale all’interno del chiostro, andata purtroppo perduta. La lunetta sulla facciata della chiesa, la lunetta che adorna il portale della Cappella Paternò, la statua della Madonna col Bambino.

Fra le opere preziose che adornano la facciata della Chiesa di Santa Maria di Gesù abbiamo la lunetta sul portale che raffigura la Madonna col Bambino, opera di A. Gagini.
Fra le opere preziose che adornano la facciata della Chiesa di Santa Maria di Gesù abbiamo la lunetta sul portale che raffigura la Madonna col Bambino, opera di A. Gagini. Foto di S. Portale

Il portale e la lunetta della Cappella Paternò

Da Carrara, Antonello Gagini, raffinato scultore, fa pervenire a Catania il pregevole marmo per realizzare una delle sue opere più caratteristiche: le lunette che spesso arricchiscono i portali.

Nella Chiesa di Santa Maria di Gesù ne abbiamo due: la lunetta della Vergine col Bambino, inserita nel portale di origine rinascimentale, integrato perfettamente con la facciata romanica. Nella lunetta è raffigurata La Madonna con fattezze bellissime. La particolarità sta nella cura e sapienza nel drappeggiare con pieghe l’abito della Madonna, nel imprimerle un’espressione bellissima e nella resa della mano, che appare volutamente grande, forte e sproporzionata. Sono volutamente sottolineate vistosamente anche le forme del corpo. Inoltre, anche il Bambino viene rappresentato con un copro fortemente sviluppato da cui emergono addirittura gli addominali. Questo espediente deriva sia dall’arte michelangiolesca, ma soprattutto dall’arte gotica europea.

La lunetta che si trova sul portale rinascimentale che dà accesso alla Cappella gentilizia dei Paternò presenta un altro legame con Michelangelo perché ha come soggetto raffigurato la Deposizione del Cristo, con protagonisti Cristo morto, la Madre e la Maddalena addolorati. Anche qui colpiscono le espressioni e le forme dei corpi che appaiono meno esasperate rispetto alla lunetta esterna. Essa appare anche più decorata.

Entrambe sono risalenti alla seconda metà del 1400.

La Madonna col Bambino

Nella nicchia dell’altare più prezioso del lato sinistro della navata si trova la Madonna col Bambino, realizzata dall’artista nel 1498. Gagini era specializzato in questo tema infatti riproduce in serie Madonne con Bambino dislocate in tutta la Sicilia. A Catania se ne trova un’altra all’interno della Chiesa di San Domenico e in provincia si trovano: nella chiesa Maria SS. della Catena ad Adrano, a Paternò, Misterbianco, Caltagirone, Trecastagni, Linguaglossa, Militello, Randazzo, Vizzini.

Le Madonne sono realizzato in fine marmo saccaroide, hanno espressioni dolci, e ricchi motivi decorativi in oro che spiccano dalle vesti; inoltre le statue recano, per così dire, come una sorta di firma dell’artista: le raffigurazioni nello scanello, sul piedistallo; si trovano infatti dei rilievi che rappresentano scene e personaggi. Nel caso della bellissima Ma donna col Bambino in Santa Maria di Gesù troviamo San Francesco e Santa Chiara, lo Stemma di Raimondo Castello e Isabella Viperano, la Visitazione con Sant’Antonio di Padova.

Fra le opere preziose della Chiesa la Madonna col Bambino del Gagini, qui recentemente incoronata.
Fra le opere preziose della Chiesa la Madonna col Bambino del Gagini, qui recentemente incoronata e con bellissimi dettagli visibili. Fonte foto: pagina facebook Parrochia Santa Maria di Gesù

Inoltre la Madonna è stata abbellita con gioielli (orecchini, bracciale e collana) e incoronata. I Frati francescani hanno ripulito e indorato l’altare della Madonna protetta da una lastra anti furto. La cornice è stata rafforzata con una struttura blindata. Tra i lavori che hanno interessato l’altare della Madonna vi è anche il restauro dei candelabri lignei ottocenteschi.

Il trittico perduto di Antonello De Saliba

La Chiesa ospitava anche un olio su tela, opera di Antonello de Saliba, dipinto nel 1497. Esso faceva originariamente parte di un trittico andato perduto. Si conserva la Madonna col Bambino nella pinacoteca del Museo civico di Castello Ursino.

Si notano: la tenerezza con cui la Madonna regge il Bambino sulle sue gambe, mentre entrambi tengono un ramoscello, la resa delle pieghe del panneggio, gli elementi naturali e decorativi, i giochi prospettici, i colori brillanti tipici del Maestro e zio Antonello da Messina.

Fra le opere preziose: il Crocifisso di Fra' Umile da Petralia Soprana
Fra le opere preziose all’interno della Chiesa troviamo il Crocifisso di Fra’ Umile da Petralia Soprana. Foto di S. Portale

Il Crocifisso di Fra’ Umile da Petralia

Nel Presbiterio, sopra all’altare centrale, troviamo il Crocifisso realizzato nel 1628 da Fra’ Umile da Petralia, artista e nello stesso tempo frate francescano. Lo scultore, il cui nome è Giovan Francesco Pintorno, era specializzato nella produzione di crocifissi ricchi di pathos e realismo, era solito provocare su di sé le emozioni che avrebbe impresso alle sue opere per rendere ancor più veritiere e coinvolgenti le espressioni. I suoi Crocifissi si trovano in molte città siciliane, si pensa che ne abbia realizzati circa 33. Risalta il dolore e la drammaticità. Sono evidenziate il sangue e le ferite. Inoltre l’artista era solito rappresentare un occhio trafitto da una spina della corona per rimandare al suo occhio dolorante, colpito da una grave patologia negli ultimi anni di vita che lo vedevano girovagare per la Sicilia. Egli voleva immedesimarsi e far immedesimare lo spettatore -fedele. Alcuni spettatori, osservando il Crocifisso ravvisano particolari espressioni e sensazioni.

La Pala d’Altare di Angelo De Chirico

All’interno della Cappella dei Paternò si trova una pala d’altare realizzata da Angelo Di Chirico, pittore messinese nel 1525.

E’ particolare per i soggetti e soprattutto la resa. Sono raffigurate: l’Immacolata, Sant’Agata e Santa Caterina d’Alessandria. Si ravvisano oltre che elementi teologici e filosofici anche la presenza di Catello Ursino e di un putto che regge lo stemma della famiglia Paternò. Nella parte finale, in dei tondi si notano anche i ritratti dei committenti. La pala si conclude in alto con un baldacchino e con una lunetta su cui si staglia Dio Padre. Dominano i colori scuri.

Fra le opere preziose che si trovano all'interno della cappella gentilizia della famiglia Paternò vi è la pala d'altare di A. De Chirico
Fra le opere preziose che si trovano all’interno della cappella gentilizia della famiglia Paternò vi è la pala d’altare di A. De Chirico. foto di S. Portale

L’opera ha subito restauri ma rimane l’alto valore e la testimonianza di questo periodo storico artistico che vede fiorire l’arte anche a Catania. De Chirico è allievo di Cesare da Sesto, ricordato dal Vasari come uno dei migliori allievi di Leonardo da Vinci. La sua presenza in Sicilia, soprattutto a Messina, determinò i caratteri di quella pittura.

Opere preziose: le tele di Giuseppe Zacco

Sugli altari laterali della navata, realizzati in maniera particolare come dei veri e propri scrigni con marmi policromi, sia sul lato sinistro che su lato destro, trovano posto le pale di Giuseppe Zacco, risalenti alla prima metà del 1800.
Zacco apparteneva a una famiglia di pittori catanesi, era specializzato in temi religiosi. Come il padre fu direttore del Real Collegio delle Arti di Catania. Lavorò ad Acireale e Catania nella chiesa di San Francesco, del Carmine, a Giarre, Riposto e Belpasso oltre che nell’acese.

In Santa Maria di Gesù realizza pale con le storie di San Francesco, Santa Chiara e Sant’Antonio. La più preziosa è San Francesco morente accolto dai musici, posta poco più avanti della cappella gentilizia dei Tornabene, imparentati coi Paternò Castello principi Biscari.

Gli affreschi del chiostro

Pregevoli sono anche gli affreschi realizzati nel chiostro annesso alla chiesa con protagonisti santi francescani, martiri (tra cui Sant’Agata) e monache clarisse, quasi tutti identificabili attraverso le minuziose iscrizioni che li accompagnano. Risalgono al 1700 e sono di autori anonimi, probabilmente gli stessi frati che abitavano il convento prima di essere cacciati per via delle leggi eversive.

Gli affreschi, fortemente danneggiati dal tempo e dalle mani degli studenti dell’istituto tecnico, saranno restaurati e riportati all’originale splendore. Arricchiranno ulteriormente le bellezze della chiesa.

In questo iter abbiamo scoperto le preziosissime opere all’interno della Chiesa Di Santa Maria di Gesù, oggetto negli ultimi anni di restauro, iniziative e tour volte a far conoscere ai catanesi questo importantissimo patrimonio cittadino.

Foto copertina di S. Portale

Fonte: Silvia Trivellato, guida turistica abilitata Sicilia (silvia-guidasicilia.blogspot.com)

Tutte le opere preziose in Santa Maria di Gesù ultima modifica: 2021-12-03T13:49:26+01:00 da SABRINA PORTALE

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