LUOGHI DI RITROVO

San Giovanni Li Cuti ritrova lo splendore di un tempo

Le barchette colorate nel porticciolo di San Giovanni Li Cuti
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La buona volontà di un solo cittadino per una spiaggia accogliente e civile.

Avendo visitato gran parte dell’Europa, dalle capitali più importanti a paesini piccoli e sperduti, quando torno a Catania mi riempio di orgoglio.
Adesso mi è più semplice notare quanta bellezza ad ogni angolo questa città abbia da offrire, meravigliando i sensi di turisti e di noi inguaribili sognatori innamorati della nostra città.

Così, ripercorrendo il litorale e lasciandomi alle spalle la nuova Piazza Europa, quando il borghetto marinaro di San Giovanni Li Cuti si schiude di fronte ai miei occhi, la mia mente comincia a disegnare scenari appartenenti ad altri tempi.

San Giovanni Li Cuti 2017

San Giovanni Li Cuti rimessa in sesto dal Sign. Antonino

Il piccolissimo porticciolo di San Giovanni Li Cuti è pieno di barche di diversi colori e dimensioni. I frequentatori abituali si ritrovano qui per scambiare chiacchiere, giocare a carte e cuttigghiare sotto il sole. Mentre i più giovani sul molo si sfidano tuffandosi in acqua e lanciandosi la palla.
L’acqua del mare qui è pulita e cristallina. Azzurro chiaro vicino la riva, di un blu intenso al farsi più profonda.

Gli edifici bassi e colorati, che si affacciano sul mare, un tempo abitati dai marinai, adesso ospitano bar, trattorie e ristorantini: alcuni storici, altri di nuova apertura, qui si può godere di una vasta scelta di specialità siciliane, dolci o salate, ad accontentare tutte le tasche. La meta perfetta per una pausa pranzo al sole in assoluto relax.

A rendere questo scenario unico: la spiaggia nera di cenere lavica

Ricordando la spiaggia di San Giovanni Li Cuti sporca ed inavvicinabile, sono rimasto piacevolmente stupito da come invece adesso sia curata in ogni suo dettaglio.
Le tipiche pietre nere, “li cuti” appunto, sono state usate per delimitare i contorni di aiuole abbellite da piante grasse e fiori colorati. Posa cenere e cestini della spazzatura ci invitano ad essere utilizzati grazie ad un chiarissimo cartello con su scritto “N’ALLUDDARI”.

Infine due discese a mare di sabbia nera. Dolcemente in pendenza e ben spianate, queste permettono di farsi il bagno anche ai meno agili. Insomma, un lavorone rispetto agli ultimi anni!

Con grande stupore penso che tutto questo lavoro sia stato fatto dal Comune di Catania in vista dell’estate… ma mi sbagliavo! Questa opera d’arte è stata ideata e viene giornalmente curata da un’unica persona: Antonino Angelo Arrigo.

L’ex bagnino della Playa, ormai in pensione, ha voluto utilizzare la sua esperienza e le sue capacità per dare nuovamente splendore a quella che lui chiama “la mia vecchia casa”.

La spiaggia nera di San Giovanni Li Cuti

La spiaggia nera di San Giovanni Li Cuti

Insignito dell’Elefante d’Argento lo scorso 29 Dicembre in presenza del Sindaco Enzo Bianco, mi racconta come quel giorno gli fu spiegato che, essendo una spiaggia sequestrata e controllata dagli ambientalisti, il Comune di Catania ha le mani legate. Non può essere mosso neanche un granello di sabbia.
“Quando ero bambino abitavo in Piazza Europa. Non c’erano ancora le piscine a Catania, venivamo ogni mattina alle 7:00 per allenarci nuotando in questo specchio d’acqua. Tra queste vie ho conosciuto il mio primo amore, qui giocavo con i miei compagni… San Giovanni Li Cuti rappresenta molto per me, e vederla sporca e malandata mi infastidiva.”

Così Antonino si è rimboccato le maniche. Ha rischiato una denuncia lui stesso. E ha dimostrato che facendo qualcosa di positivo per la comunità se ne può trarre tanto rispetto e soddisfazione. Basta solo iniziare da qualche parte!

Come a San Giovanni Li Cuti, la mia speranza è che molti seguano questo esempio in altri luoghi rendendo Catania una città di cui tutti i cittadini si sentano responsabili ed orgogliosi.

Alessandro Sollima

Autore: Alessandro Sollima

“Catanese espatriato all’estero qualche anno fa, colgo quest’occasione per rientrare a contatto con la mia città. Danzatore e coreografo, mi piace scrivere il punto di vista degli artisti, ricordando che per essere un’artista non bisogna creare e vendere arte, ma semplicemente vivere la vita con creatività. ”

San Giovanni Li Cuti ritrova lo splendore di un tempo ultima modifica: 2017-05-28T11:40:41+00:00 da Alessandro Sollima

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