Una donna, sin dalla più giovane età, affascinata dal mondo artistico. Una persone che crede nel valenza di quest’ampia forma di creatività. Agata Nicolosi, originaria esattamente da Adrano, ha contribuito alla diffusione dell’arte, fornendone materialmente gli strumenti.
Da dove parte l’ispirazione
La famiglia di Agata, per via di diverse istanze, nel 1967 ha allestito un negozio di materiale artistico. Un immobile ubicato prima in via Salvatore Tomaselli, adesso in via Androne; la famiglia gestisce pure una cartoleria. Indirizzi sempre vicini agli istituti artistici, che si sono sempre serviti, Accademia compresa, al negozio, il quale adesso si chiama KEP Belle Arti. La vendita di materiali artistici stimola a dipingere sia in chi vende sia in chi prova/compra. Questo è ciò che ha suscitato la curiosità e la scoperta in Agata Nicolosi. L’arte del dipingere trova tante declinazioni, significati, espressioni: un mondo tanto vasto quanto ricco. Al padre di Agata piaceva adoperare colori e pennelli; un ambito, quindi, con cui già da piccola aveva il contatto visivo.
Da Kep Belle Arti è presente una stanza allestita per la prova del colore: si segue il/la cliente nella scelta cromatica, affinché questa si più consona con le sue esigenze. Un mondo ricreativo che cattura Agata pure con la conoscenza di grandi artisti siciliani, quali Matteo Barretta, i fratelli Brancato, Raf Occhipinti, Sebastiano Milluzzo, Francesco Contraffatto, Aristide Cirinnà, Padre Murolo da Roccalumera. Un negozio che è stato sempre canale di confronto e di ampliamento verso l’arte del dipingere.

Le declinazioni della pittura che coinvolgono Agata Nicolosi
Ella ha avuto modo di approfondire, attraverso gli artisti conosciuti, le varie tematiche artistiche nella loro bellezza. Resta particolarmente colpita dal puntinismo, cioè i puntini con le pennellate. I materiali sono più fruibili, anche in natura. Pure i gessetti su cartoncino ispirano Agata nel suo estro creativo. Poiché questi si possono sfumare, anche col carboncino, sono più versatili e il colore si può dispiegare, dando quindi altre aperture cromatiche. Sia puntinismo che gessetti colorati richiamano l’arte nella sua semplicità e la rendono alla portata di chiunque.
La tecnica che ispira maggiormente Agata Nicolosi è la pittura su stoffa, la quale si esegue attraverso procedimenti caratteristici. Si dipinge su tessuto già lavato e non viceversa poiché il colore scompare al primo lavaggio. Quindi il tessuto non deve essere inamidato e, affinché il colore si mantenga, occorre fissarlo col ferro da stiro. La pittura su stoffa si può svolgere con l’aiuto di formine; si tamponano le varietà cromatiche con una spugna, dei pennelli o dei tamponcini piatti idonei. Si ricorre ai colori a pasta, ovvero gessetti a pennarello o liquidi. Una tecnica originale che, soprattutto col tamponamento, rievoca lo stile dadaista. Agata Nicolosi, essendone affascinata, l’ha proposta all’evento IncontriAMO la primavera dello scorso 9 aprile. Il laboratorio di pittura su stoffa ha suscitato l’interesse sia in chi si è fatto coinvolgere (bambini/e) sia in chi ha osservato.

I significati del mondo artistico
Per Agata Nicolosi è indispensabile che l’arte sia fruibile a tutti/e. Essa consente di tirar fuori tutto ciò che è sedimentato a livello inconscio, anche i sentimenti e le emozioni più cupe. L’arte quindi come valenza catartica, per liberarsi dalle angosce e da ciò che opprime. Uno strumento così che, dopo aver permesso di sprigionare, porta ad espandere i propri orizzonti. Si ampliano le visioni e si va nella profondità dell’essenza. Questi i prodigi dell’arte secondo Agata Nicolosi, che sostiene e diffonde.



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