Ci sono sogni che ci frullano in testa, che ci accompagnano fin da quando siamo bambini e che restano con noi, come visioni benevole nel nostro sentiero. Finché un giorno – complice anche il fatto che i tempi sono maturi – si realizzano ed è lì che inizia l’avventura. Nel 2015 nasce l’avventura della Splēn Edizioni, una casa editrice indipendente, caparbia e – neanche a dirlo – catanese. La sognatrice? Surya Amarù, classe 1983, catanese e, per l’appunto, sognatrice. Donna che si è distinta per la professionalità, la forza e l’indomabile entusiasmo nel portare avanti da zero un progetto editoriale che oggi si piazza tra le migliori case editrici siciliane. La Splēn Edizioni si è specializzata soprattutto sui libri illustrati per ragazzi e bambini, con diverse e interessantissime collane dedicate a tutte le fasce d’età.
Oggi Surya racconterà a #itCatania il suo mondo, consiglierà qualche mossa vincente ai giovani scrittori e ci darà la sua visione del panorama editoriale attuale.
Iniziamo con una domanda di rito: chi è Surya Amarù?
<<Surya Amarù, come ho raccontato sin dalla prima volta in cui mi è stata posta questa domanda, era una bambina di quattro anni incantata dalla credenza piena di carte scritte e ingiallite della nonna. Crescendo Surya è diventata la ragazza con il romanzo sempre in borsa. Ha poi vestito i panni della libraia – spesso sommersa da libruncoli libracci, librutti. Poi si è ancora trasformata in editor e infine in esploratore alla ricerca di perle letterarie nascoste in un mare magnum d’inchiostro.>>
Da dove nasce la tua passione per i libri?
<<Questa passione mi accompagna da sempre, da quando ho iniziato a leggere ancor prima di andare a scuola, e da allora non ho più smesso. I libri mi hanno sempre accompagnato durante la mia crescita personale e il cammino professionale, segnando anche le mie scelte di studio e lavorative. Infatti, sono tutte scelte che hanno ruotato costantemente intorno a un favoloso mondo fatto di scrittura e di letteratura.>>

Sicuramente non è stato facile arrivare dove è ora Surya Amarù. Questa è una storia che parla di intraprendenza, coraggio e piacevole testardaggine. Sarebbe interessante capire quali sono stati gli step del percorso che ha portato a tutto questo. Soprattutto in una terra come la nostra, che spesso sa essere complicata e arida.
La casa editrice Splēn Edizioni, il percorso fino a qui
<<La scelta di aprire una casa editrice non è stata improvvisa, ma desiderata e programmata a lungo. Sin dagli studi universitari e post laurea avevo ben chiaro cosa avrei voluto fare e mi sono mossa sempre in questa direzione. Ho iniziato seguendo corsi professionali specifici, facendo stage e lavorando per diverse case editrici. Allo stesso tempo, ho trovato impiego in una libreria, dove ho lavorato per molti anni. Sono così stata impegnata in una gavetta che mi portava a confrontarmi ogni giorno con i diversi settori della filiera del libro: da un lato ho svolto in prima persona il lavoro del libraio, con tutte le difficoltà che questo comporta; dall’altro – nel tempo ancora a disposizione oltre le non poche ore giornaliere di lavoro in libreria – mi interfacciavo costantemente con gli editori. Per loro facevo editing, revisioni, dirigevo anche delle collane. Infine, rimanevo pur sempre una lettrice forte.
Dopo aver acquisito quella che secondo me reputavo una conoscenza sufficiente di tutti questi aspetti è nata Splēn edizioni. Non ho improvvisato, quindi, ma ho costruito tutto con determinazione e spesso con sacrifici. >>
Catania, una scelta voluta
<<Sarebbe stato più facile trasferirsi altrove, ma ho deciso di rimanere nella mia città, Catania, perché secondo me mancava nella nostra regione una realtà editoriale come la immaginavo e mi sono impegnata per realizzarla. I risultati sono arrivati da subito, sin dai nostri primi libri, e ogni giorno – tra le difficoltà che non sto a raccontare e che è facile intuire – arrivano tante soddisfazioni dai nostri lettori presenti in tutta Italia. Dico nostri perché ho iniziato questa avventura da sola, ma durante il cammino ho trovato un compagno di vita e di lavoro, Giancarlo, senza il quale non avrei potuto raggiungere molti importanti traguardi.>>

Perché la Splēn Edizioni è una casa editrice rivolta, per lo più, ai lettori più piccoli?
<<Inizialmente il progetto prevedeva una collana di narrativa rivolta agli adulti e non ai bambini, la collana “Caleidoscopi”. Ma, parlando con un caro amico, oggi autore rinomato di libri per bambini, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante occuparsi anche dei giovani lettori, e così è stato. Infatti la casa editrice ha poi esordito con due opere diverse, una per i piccoli e l’altra… per i loro genitori.
Nel tempo l’attenzione rivolta ai ragazzi è aumentata esponenzialmente per diversi motivi. Sicuramente i giovani regalano più soddisfazioni con il loro entusiasmo e la loro voglia di conoscere e la capacità ancora viva di stupirsi. Sarebbe, però, da ipocriti non dire che anche l’aspetto economico legato alle vendite ha condizionato questa scelta.>>
Come vedi la situazione editoriale italiana e anche quella locale? Essere un piccolo editore indipendente a Catania, ha dei lati positivi?
<<Oggi, agli inizi del 2022, ci troviamo in una fase ancora più delicata di quella dettata dalla pandemia degli ultimi due anni. Non solo molti piccoli editori hanno dovuto chiudere (non abbiamo più potuto organizzare incontri, eventi, fiere, manifestazioni, incontrare i ragazzi ecc.). Attualmente anche pubblicare i libri è diventato ancor più difficile. Questo a causa dei costanti aumenti che hanno colpito anche questo settore: i costi raddoppiati della carta e la sua scarsa reperibilità, dei materiali per realizzare le lastre, dell’elettricità consumata in quantità dalle tipografie. Tutto questo comporta un aumento del prezzo dei libri e della diminuzione delle uscite che noi vorremmo assolutamente evitare.
Insomma, la situazione non è rosea, in Italia come a Catania. Non credo che oggi ci siano grandi differenze territoriali.
Se essere un piccolo editore da un lato vuol dire essere schiacciato dai colossi del settore, ha però anche il vantaggio di essere indipendente. Questo significa potersi autogestire più facilmente e non dover sottostare a leggi di mercato che impongono, per esempio, innumerevoli uscite all’anno, che in pochi mesi spariranno dagli scaffali per finire al macero.>>
Sei tu che scegli i libri da pubblicare all’interno della Splēn Edizioni, quindi, la domanda sorge spontanea: come scegli tra i manoscritti che ti arrivano? Quali sono le storie che ti colpiscono?
<<Purtroppo siamo davvero sommersi dai manoscritti. Ne arrivano diversi ogni giorno tramite posta o mail e leggerli tutti per intero come facevo all’inizio è diventato impossibile. Così come rispondere a tutti come un tempo. Ormai è sufficiente leggere il testo nel corpo della mail e poche righe di un file per capire se è da cestinare o da attenzionare. Alcuni dei nostri autori sono stati scoperti per caso, molti li ho prima incontrati a una fiera o a un evento. Altri li ho contattati personalmente dopo aver letto qualcuno dei loro libri già editi che mi ha colpito. Di altri ho davvero ricevuto il manoscritto e me ne sono innamorata.
Non ci sono storie che mi colpiscono, magari una trama può essere molto bella, ma sviluppata malissimo in fase di scrittura. C’è una magia in alcuni testi che mi spinge a investire non solo economicamente, ma anche il mio tempo e i prossimi mesi del mio lavoro per trasformarla in un vero libro.>>

Che consiglio ti senti di dare agli scrittori che vorrebbero pubblicare romanzi per ragazzi?
<<Il primo consiglio, sembrerà banale, ma allo stesso tempo è l’errore più comune che viene commesso: bisogna leggere i libri… e conoscere le case editrici e i loro cataloghi. Molti scrivono per bambini perché lavorano con i bambini, hanno dei figli o dei nipoti ai quali raccontano le loro storie, e si spacciano anche per illustratori. Non funziona così. I libri per bambini sono ancor più difficili da scrivere. Non si improvvisa, ci vuole molto studio e lavoro. Questo in tanti non lo capiscono e non lo accettano. Rimane in generale sempre valido il consiglio di leggere e studiare sempre. Non ci si sveglia una mattina e si diventa scrittori. Scrivere non è un gioco, è un mestiere a tutti gli effetti.>>
Se fossi un libro pubblicato da voi, che libro saresti e perché?
<<Sicuramente Un cerchio nel buio, il primo libro pubblicato dalla casa editrice. È un libro al quale sono particolarmente legata non solo perché segna l’inizio di questa bella avventura, ma anche perché ha una bella storia. Il manoscritto mi arrivò quando collaboravo con un’altra casa editrice. Mi piacque così tanto che lo tenni per me. Mi ripromisi che se mai avessi fondato la mia casa editrice questo sarebbe stato il primo libro che avrei pubblicato. Dopo tre anni e per fortuite coincidenze nacque la Splēn, il libro non era ancora stato pubblicato e riuscii a contattare l’autore, Antonio Ciravolo, con il quale siamo diventati amici. Il libro ha poi vinto numerosi premi e riconoscimenti letterari, a testimoniare che non mi ero sbagliata, ed è ancora il romanzo più venduto.>>
Progetti futuri per te e per la tua piccola creatura?
<<Progetti ce ne sono tanti, vorremmo aprirci e farci conoscere maggiormente al Nord Italia e all’estero. Per quanto riguarda le pubblicazioni, invece, siamo in continuo fermento. È possibile visitare il nostro sito per conoscere tutte le novità in arrivo.>>
E noi non vediamo l’ora di scoprire tutte le novità di questa incredibile realtà catanese. La Splēn Edizioni rappresenta molte cose, per noi oggi – grazia alla passione di Surya- è la cosa più vicina a quella indomabile felicità che si ha quando i sogni si realizzano.



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