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Chiesa di Santo Stefano Dagala del Re a Santa Venerina, che fine ha fatto l’interesse storico?

chiesa di Santo Stefano Dagala del Re. Foto di: Archeo

Nel territorio di Santa Venerina, precisamente in Contrada San Michele, si trovano i resti della chiesa di Santo Stefano Dagala del Re considerata di particolare interesse storico e architettonico. Si tratta di una chiesa di epoca bizantina a pianta centrale al cui interno si trova un coro trilobato, in forma simile alle cube bizantine siciliane, con un grande abside centrale.

Scoperti da Stefano Bottari durante la seconda guerra mondiale, i ruderi di questa chiesa vennero messi in luce nel 1959 dall’architetto Pietro Lojacono, sovrintendente ai monumenti per la Sicilia orientale. Nonostante l’elaborazione di progetti di recupero negli anni ’80, l’edificio è ad oggi in stato di abbandono e sepolto dalla vegetazione. Acquisito dal Comune, nel 2014 si sono conclusi alcuni interventi di recupero dell’antichissima chiesa di Santo Stefano Dagala del Re a Santa Venerina.

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Ciò che resta della chiesa di Santo Stefano Dagala del Re. Foto di: FAI – Fondo Ambiente Italiano

Storia dall’età bizantina ad oggi

Il territorio tra Dagala del Re e Bongiardo, oggi facente parte di Santa Venerina, fu sede di un’importante complesso monumentale religioso in età tardo-romana e bizantina. I ruderi della Cella Trichora (a trifoglio) di Santo Stefano sono databili infatti tra il V-VI e VIII secolo d.C e possono essere considerati testimonianza storica di quell’epoca. Miracolosamente salvata dalla colata lavica del 1284, la cella trichora di Santo Stefano, così come i resti di conventi, monasteri, chiese fortificate e cube, fu considerata una tappa fondamentale di crocevie di diverse culture religiose interessate al peregrinaggio.

Il complesso comprendente la basilichetta di Santo Stefano e l’Eremo di Sant’Andrea pare sia stato fondato da papa Gregorio I tra il 540 e il 604. I monaci sin dalla fondazione del monastero erano di rito italo-greco, pur restando fedeli al papa di Roma, e usavano la lingua greca, come in tutta la Sicilia orientale nel periodo bizantino. Si passò al latino in seguito alla sconfitta degli arabi nei secoli XI e XII. Questo territorio rimase comunque riferimento spirituale della zona.

La chiesa di Santo Stefano Dagala del Re oggi: cosa rimane e come intervenire

Il progetto per il recupero della chiesa di Santo Stefano Dagala del Re fu elaborato dall’architetto Brocato. Durante i lavori di rimozione delle macerie e del pietrame, effettuate dall’architetto Lojacono, si iniziò a studiare il rudere ricostruendo l’aspetto originale. L’aspetto longitudinale ideato dall’architetto ci mostra l’antica disposizione degli spazi lungo l’asse della chiesa e il suo esterno. Secondo Lojacono si tratta di un tempietto di epoca prearaba, costruito tra la seconda metà del VII secolo e inizio del IX.

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Costruzione di età prearaba. Foto di: Archeo

Il Comune di Santa Venerina avrebbe l’intenzione di recuperare la zona e mettere in luce il progetto di recupero, destinando l’area circostante a museo di mineralogia. Oggi sono trascorsi tanti anni dalla presa di posizione del Comune, ma attualmente il rudere si trova in stato di abbandono, immerso nella vegetazione. In attesa della realizzazione, bisognerebbe fare un’azione di pulizia e di assicurazione dell’agibilità. Si tratterebbe di operazioni molto delicate. Sono presenti in zona molti alberi che sono cresciuti all’interno del tempietto e con radici sotterranee che se rimosse potrebbero distruggere la solidità dei muri in basalto e calce. La veste di edera che percorre il perimetro delle mura, secondo Lojacono, conferisce al rudere un “aspetto pittoresco”, ma che oggi gli dona solamente una scarsa fruizione e una poca attenzione al valore dell’antica chiesa.

Bisognerebbe fare, quindi, un’azione congiunta di tutti i fattori interessati a ridare luce alla chiesa di Santo Stefano Dagala del Re riesumando e ricordando che questo rudere è di interesse storico e architettonico.

Chiesa di Santo Stefano Dagala del Re a Santa Venerina, che fine ha fatto l’interesse storico? ultima modifica: 2023-01-03T09:00:00+01:00 da Valentina Friscia

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