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Cappella Bonajuto: alla scoperta del gioiello bizantino

Cappella Bonajuto, Catania

Vi siete mai lasciati inghiottire dal fascino delle città? Vi siete mai persi tra le passeggiate nei dettagli dei monumenti, ad estasiarvi per i giochi di luce e ombre tra i profili dei palazzi? Ad avanzare, con una certa curiosità e una certa propensione per scoprire le meraviglie dei posti che avete avuto la fortuna di visitare? Catania è uno scrigno di bellezze, un connubio di storia e di cultura. Qui, tra viuzze, slarghi e case che sembrano quasi sfiorarsi, si nasconde un tesoro antico. Un gioiello di raro valore e testimonianza dell’epoca bizantina che vive in uno dei quartieri più antichi e suggestivi. Sita nel quartiere Civita, la Cappella Bonajuto

Davide Mauro

Dettaglio Cappella Bonajuto – Foto di Davide MauroOpera propria, CC BY-SA 4.0

Cappella Bonajuto: storia

Passeggiando per via Vittorio Emanuele e proseguendo fino al civico 97, si trova via Bonajuto sulla destra che ci conduce davanti a Palazzo Bonajuto. L’edificio in stile barocco ospita la Cappella omonima, chiamata anche del Salvatorello (dedicata al Santissimo Salvatore) e nome mantenuto probabilmente fino al XVIII secolo. Eretta tra il VI e il IX secolo d.C. venne acquisita nel corso del Quattrocento dalla famiglia Bonajuto ed è una delle poche costruzioni sopravvissuta al violento terremoto del 1693. Nel corso del Settecento,  la Cappella Bonajuto venne inglobata nella nuova realizzazione della struttura del palazzo. Il complesso, infatti, rappresenta un tripudio di storia, di testimonianze medievali e quattrocentesche, quali preziosi affreschi e splendidi decori.

La Cappella si presenta con croce greca a pianta quadrata, cupola e tre absidi («cellae trichorae» o «chiesa a trifoglio») in forma analoga alla cuba bizantina. Si accede da un’apertura creata nell’abside centrale e non più dall’accesso originario collocato nella parete sud-orientale. Rispetto al piano strada, inoltre, la Cappella si trova interrata di circa due metri. Nel corso del XVIII secolo, la Cappella Bonajuto fu oggetto di restauro e fonte di interesse da parte di personalità di spicco come il pittore Jean Houel. Il francese non riuscì a visitarla, ma si lasciò ispirare dalle descrizioni e dalle bozze del principe Ignazio Paternò Castello e  la immortalò in un dipinto tuttora conservato all’Ermitage di San Pietroburgo. Negli anni trenta, invece, venne restaurata da Sebastiano Agati e Paolo Orsi.

Cappella Bonajuto

All’interno della Cappella Bonajuto – Foto di Davide MauroOpera propria, CC BY-SA 4.0

Da gioiello architettonico a bellezza turistica

La Cappella Bonajuto, probabilmente destinata a piccole funzioni religiose e a cappella funeraria, oggi attira visitatori da ogni parte del mondo. Viene gestita da una società che si occupa di turismo e di ristorazione, ma che non dimentica il valore culturale di un monumento con una storia millenaria. La Cappella Bonajuto è una fulgida testimonianza della città di Catania e del suo passato glorioso.
Una perla che si annida nel barocco e che si può visitare dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 13:00 e, previa prenotazione, anche nelle ore pomeridiane del lunedì. Il ticket comprende la visita guidata ed ha un costo 3 euro per il biglietto intero e di 2 per il ridotto. La location, oltre a ciò, si presta come scenario per eventi culturali, istituzionali e privati.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Cappella Bonajuto: alla scoperta del gioiello bizantino ultima modifica: 2018-05-14T11:09:16+00:00 da Cristina Gatto

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