Sembra che, della festa di Sant’Agata, la terza più partecipata in tutto il mondo, sappiamo ormai tutto ciò che culmina nelle giornate del 3, 4, 5 febbraio. Ci sono tuttavia delle celebrazioni e delle chicche che, solo alcuni appassionati, ferventi devoti e addetti conoscono. Oggi con voi vogliamo condividere alcuni degli aspetti che caratterizzano l’inizio e lo svolgimento delle solenni celebrazioni in onore della santa patrona di Catania.
Cosa accade prima della festa di Sant’Agata
La festa di Sant’Agata è caratterizzata da numerose iniziative che prendono avvio già nel mese di gennaio. Fra quelle più importanti c’è la prima che quest’anno si è celebrata la sera del 25 gennaio, ovvero la processione del velo, la reliquia più preziosa, che si è snodata dalla chiesa di San Biagio, lungo via Etnea fino alla Collegiata, dove avviene anche il bacio della sacra reliquia.
La stessa sera, poco più distante, avviene l’omaggio floreale da parte dei vigili del fuoco in piazza dei martiri alla statua che raffigura Sant’Agata e che vede protagoniste le candelore che, nell’ultima settimana di gennaio, sono le protagoniste assolute della festa folcloristica. L’omaggio si conclude poi con il primo spettacolo pirotecnico che preannuncia i meravigliosi fuochi tradizionali della sera del 3 febbraio che “svegliano” la Santa.
La sera successiva avviene la prima celebrazione istituzionale fra Chiesa catanese e le autorità civili e militari della città con presenti sindaco, prefetto, soprindentente, rappresentanti delle forze dell’ordine, assessori, presidente e consiglieri comunali. Nella chiesa del Carcere si tiene la messa e la cerimonia di consegna da parte del Comune al vescovo dell’anello, custodito nella teca di Palazzo degli Elefanti voluta dal cavaliere Luigi Maina, che il presule indosserà nei giorni della festa. I valletti, con le vesti del Settecento che indossano la mattina del 3, portano su un cuscino l’anello azzurro con decori bianchi.
La festa di Sant’Agata a Galermo
La Santa si festeggia a San Giovanni Galermo, luogo legato al culto agatino, dove si pensa che la famiglia possedesse un antico casale alle pendici dell’Etna, oggi conosciuto come “casa Bertuccia”, che molti sostengono come luogo natale di Agata. Oggi, in quel luogo, c’è un altarino. Inoltre, sempre a Galermo, ci sarebbe la grotta di San Giovanni dove si sostiene che la santa venne arrestata. Da qualche anno, si celebra Sant’Agata in questi luoghi di Galermo, un’iniziativa promossa con il supporto del Consiglio Comunale, del presidente Sebastiano Anastasi, del parroco e dal coordinatore del comitato organizzatore Pippo Di Mariano.
Il 2 febbario: l’inizio ufficioso della festa di Sant’Agata
Il 2 febbraio, durante la festa della Candelora, dal tardo pomeriggio fino a sera, all’interno di Palazzo degli Elefanti , e precisamente nella corte, si tiene la premiazione della Candelora d’Oro, l’Oscar catanese alle personalità che danno lustro alla città, accompagnata dalle esibizioni di trombe e tamburi degli sbandieratori provenienti dai rioni della medievale città di Motta Sant’Anastasia.
Questi ultimi fanno una processione dall’ingresso del palazzo posto su Piazza Università, passando per il tratto di via Etnea che congiunge la piazza a quella del Duomo e rientrando nel palazzo. Questo avviene prima e soprattutto dopo la premiazione.
Inoltre, sempre all’interno del palazzo di città, il 2 febbraio sera avviene l’accensione della lampada che, secondo tradizione accompagnaerà i catanesi per tutto l’anno; essa si trova posta a destra, accanto a una delle due carrozze del Senato, protagoniste della sfilata del 3 mattina, e accanto all’effige di Sant’Agata e all’epigrafe che riporta la locuzione in latino Noli offendere Patriam Agathae quia ultrix iniuriarum est. Qui l’arcivescovo, si reca per impartire ai presenti la benedizione con una delle reliquie di Sant’Agata custodite nella vetrietta del corridoio dedicato ai sindaci.
A questa manifestazione prendono parte autorità civili e militari. Dopo avviene la consegna del mazzo da parte dei Vigili del Fuoco alla statua di Sant’Agata posta in alto, nella facciata del duomo. Un altro momento che fa parte della festa a cui partecipano moltissimi catanesi.
Il 4 febbraio: gli omaggi nella processione
Non appena iniziata la processione del 4 mattina, dopo che il fercolo imbocca piazza Uzeda e percorre via Dusmet, l’arcivescovo scende dal palazzo arcivescovile per offrire alla santa un cero presso l’ Icona della Madonna della Lettera. Surante il suo percorso, la Sabta viene omaggiata anche dalle Autorità Portuale e della Capitaneria di Porto presso la cappella del Santissimo Salvatore, sempre lungo via Dusmet.
Inoltre, sempre durante la processione del 4 febbraio, dopo che il fercolo ha compiuto la spettacolare salita dei Cappuccini, un altro dei momenti più salienti della festa riguarda la sosta della santa nella Chiesa della Vetere: questa è l’unica chiesa in cui Sant’Agata entra e sosta per i vespri solenni. Questa era la cattedrale di Catania e contiene il primo sepolcro della Santa.
La festa di Sant’Agata fra la notte del 5 e 6 febbraio
Durante il giro interno, nella notte del 5 febbraio, lungo il tragitto di via Caronda, il fercolo della Santa sosta per ricevere l’omaggio dei fedeli della chiesa della Mercede e poi, a ridosso dell’arrivo di Sant’Agata in piazza Borgo, quello da parte delle religiose dell‘ Istituto Suore Salesiane Madre Morano, sempre in via Caronda.
Il 12 febbraio: ottava della festa di Sant’Agata
Il 12 febbraio si celebra l‘ottava di Sant’Agata: dalle 7, 30 le porte del duomo si aprono per accogliere i fedeli: alle 8, 00 vengono esposte le sacre reliquie all’adorazione.
Dopo la messa si tiene la processione: Sant’Agata esce sul suo tronetto dall’entrata laterale del duomo posta su via Vittorio Emanuele, ne percorre un tratto per poi dirigersi in piazza Duomo e percorrerne il perimetro. Presenti anche le candelore che sostano lungo via Vittorio Emanuele; i festeggiamenti si chiudono con lo spettacolo pirotecnico.
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foto di S. Portale

