Una proposta di Legge di Iniziativa Popolare da far conoscere per appoggiare chi si ritrova in difficoltà economiche, anche consistenti. Essa, promossa da liberi cittadini e libere cittadine che si organizzano dal basso, richiede l’istituzione di un reddito minimo garantito individuale (RMGI). Venerdì 17 aprile, nel pomeriggio, presso l’ingresso principale di Villa Bellini, si è tenuto un presidio a Villa Bellini si è tenuto un presidio a sostegno e con l’intento di diffondere le informazioni circa questo strumento fondamentale di redistribuzione della ricchezza.
Cos’è il reddito minimo garantito individuale
Si tratta di una misura economica, più estesa rispetto al vecchio reddito di cittadinanza, la quale garantisce un supporto strutturale e continuativo a chi si ritrova in difficoltà economica. Un sostegno previsto per chi è considerato ufficialmente abile a lavorare, ma trova criticità, anche imponenti, nella realizzazione professionale. L’intento è contrastare la povertà assoluta e relativa che negli ultimi anni, soprattutto con l’abolizione del reddito di cittadinanza, morde sempre più. Le attuali misure dell’ADI (assegno di inclusione) e SFL (supporto formazione lavoro) risultanto insufficienti, perché non coprono l’intera fascia di persone dalle ingenti difficoltà economiche. Inoltre il SFL, una volta completato il percorso, difficilmente garantisce lo sbocco occupazionale.
Il reddito minimo garantito individuale tocca, secondo la proposta, a tutti e tutte coloro che hanno un ISEE inferiore ai 15 mila euro (disoccupati, precari, inoccupati, persone senza fissa dimora, anziani con la pensione minima). E’ prevista, per la fascia di età dai 18 ai 49 anni che beneficia del sussidio, la partecipazione a percorsi di politiche attive individuali, volti all’inerimento lavorativo o alla formazione profeionale. Per i beneficiari e le beneficiarie dai 50 ai 66 anni è contemplata la partecipazione a politiche pubbliche di reinserimento sociale o lavori socialmente gestiti dai Comuni.
Il presidio a sostegno della proposta di legge a Catania
L’iniziativa ha visto il sostegno di singoli cittadini e cittadine, nonché del collettivo Officina Rebelde, il quale in precedenza i era già mobilitato contro l’abolizione del reddito di cittadinanza. Una serie di interventi, tutti richiamanti una maggior giustizia sociale per chi vive ai margini o pur sempre in difficoltà economiche anche gravi. Agata Massimino spiega cos’è la legge di iniziativa popolare; una volta arrivati alle 50 mila firme entro il prossimo 13 luglio la proposta arriva direttamente al Parlamento per iniziare l’iter legislativo. Il link per accedere per firmare è: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5500012?fbclid=IwY2xjawRmcQlleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBtSnZXcGVLVUJZN3VrYmFlc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHmFnXyj-TBfU22rgVjsYhaPrDwbXEbVQc0lJa1aQlmv7LeBHOoTH2J-ExrDh_aem_oZNFSFGENSSR29v_Bxrpfg occorrono lo SPID o la carta di identità elettronica per poter contribuire, vi è anche un video che spiega come procedere: https://www.facebook.com/reel/1446237416706122
Sara Calabrò afferma che il reddito e la casa costituiscono i pilastri su cui poggia l’esistenza. Si tratta di requisiti fondamentali che il capitale tende a rendere assolutamente difficile raggiungere. Sara si riferisce anche al fenomeno del working poor, ovvero una fascia di persone lavorative le quali, pur svolgendo più impieghi per molte ore al giorno, hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. Inoltre la povertà non viene affrontata come un fenomeno sistemico ma attraverso l’esclusione sociale viene mantenuta.
Secondo Luca Cangemi istituire un reddito per chi si trova in difficoltà economiche è vitale e giusto. La proposta sul reddito minimo garantito individuale costituisce una legge di buon senso. Essa è considerata “assistenzialista”, quando in realtà il vero parassitismo equivale ai profitti delle aziende pubbliche dati ai privati e delle grandi opere speculative. L’istituzione del reddito minimo è un atto di giustizia sociale il quale, portando la gente ad acquisire maggior potere d’acquisto, diviene un elemento per rilanciare l’economia. L’attuale situazione geopolitica incide fortemente sulla vita di cittadini e cittadine.
Reddito minimo garantito individuale: un’analisi politica e sociale
Il presidio del 17 aprile ha visto intervenire Federico Galletta, il quale anzitutto ribadisce che la vicenda sul reddito minimo viene portata avanti da anni da liberi e libere cittadini/e e attivisti/e. Sussiste un’enorme emergenza povertà a Catania, legata al lavoro e alla casa. La città subisce un accelerato processo di gentrificazione, con lo sventramento di interi quartieri popolari che costringe le persone ad andarsene. Vi sono numerosissime richieste di sfratto in esecutivo, d’altro canto l’offerta di servizi alberghieri come conseguenza della speculazione immobiliare supera di gran lunga la domanda turistica. La classe politica catanese ritiene che la povertà sia un fallimento personale piuttosto che un prodotto sistemico delle ingiustizie sociali.
Sohar evidenzia come il lavoro, in tempi di pieno neoliberismo, non è più, tranne che per alcuni casi, un mezzo per l’autorealizzazione personale o un contributo al bene comune, ma una coercizione. Un ricatto a cui se non ci si adegua si resta ai margini; sia il lavoro salariato alienante sia la disoccupazione limitano fortemente la libertà individuale. Il reddito minimo, così, diviene uno strumento attraverso cui si restituisce libertà e dignità e tende verso una società più giusta. Non si tratta di eliminare il lavoro ma di trasformarlo in un’attività significativa che sia strumento di crescita individuale e sociale.
Chiara Petrelli sostiene che il popolo affinché eserciti la sua dignità è necessario che rivendichi i suoi diritti; la legge di iniziativa popolare sul reddito minimo costituisce un esempio di ciò. Il governo avalla una narrazione distorta, secondo cui chi usufruisce degli ammortizzatori sociali è un parassita, quando in realtà, per redistribuire la ricchezza, occorre tassare i profitti di chi detiene il potere economico. Considerazioni sul diritto all’abitare, sempre più negato. Occorre riaprire tutto ciò che prevede la normativa rispetto alla concessione delle case popolari, rimettere a disposizione il patrimonio degli enti pubblici e ripristinare il contributo casa.
Poiché nei prossimi anni è previsto un tendere sempre più verso la piena automazione, l’intelligenza artificiale e la tecnologia sostituiranno sempre più forza lavoro, quindi l’istituzione del reddito minimo è tanto imponente quanto innovativa. La propaganda neoliberista vuol innescare i sensi di colpa secondo cui la precarietà, la disoccupazione, l’inattività dipendono solo dal singolo e che sia un suo problema personale in quanto non abbastanza “performativo/a”, “resiliente”, “flessibile”. In realtà in Italia si riscontra una condizione sempre più accentuata di scarsità strutturale rispetto all’inserimento lavorativo. Ecco perché sostenere la legge di iniziativa popolare sul reddito minimo garantito individuale diviene un salto di qualità. Il progresso tecnologico porta a rivedere la concezione del lavoro che va riformulata, vista la netta frattura tra un raggio sempre più ampio di disoccupati e sempre meno gente che riesce a trovare un impiego dignitoso.

