L’11 ottobre scorso, alle ore 20.30, il Palazzo della Cultura di Catania si è trasformato in un ponte fra epoche, geografie e umanità con Dopo La Tempesta. Nell’ambito della “Notte dei senza fissa dimora” del Catania Summer Festival 2025, gli sportelli di Catania e Siracusa dell’Associazione Avvocato di Strada Odv hanno presentato quest’opera teatrale la cui regia è a cura di Simona Mallemi.
Uno spettacolo che ha già calcato il palcoscenico del Festival Shakespeariano di Siracusa, nello scorso agosto 2025, dove ha conquistato il premio per il miglior attore Giovanni Villari.
Un dramma antico che torna vivo
La scelta di La tempesta di William Shakespeare come tessuto drammaturgico non è casuale: l’opera shakespeariana – con la sua dimensione di mare, tempesta, esilio, riconciliazione – offre un’architettura mitica entro cui far affiorare le urgenze contemporanee. In questa rilettura, non siamo solo spettatori di un mito, ma siamo plasmati dalla commistione di voci di giovani migranti e attori, professionisti e non, che intrecciano identità, ferite e speranze.
La scena si apre immersa nella furia della tempesta: vento, mare, luci che scompongono figure, l’ombra della perdita. Poi, verso l’inizio del terzo atto (la commedia originale di Shakespeare prevede cinque atti) d’improvviso, si torna nel presente: a calcare il palco è Vito Fiorino, non un attore, non un migrante, ma una persona come noi. Una persona come noi che un giorno diventa un eroe, salvando il 3 ottobre 2013, a largo delle coste di Lampedusa, 47 naufraghi.
La transizione – dal dramma classico al racconto vero – genera uno spasmo nel pubblico: la mitologia shakespeariana perde la sua distanza sacra e si fonde con un’esperienza reale, che risuona come eco dell’oggi. In quel passaggio, lo spettatore avverte una sorta di vertigine: l’antico parla del presente, e il presente reclama il suo spazio nel mito. E non è forse quello che deve fare l’arte, il teatro?
Dopo la tempesta è una comunità teatrale per l’integrazione
Il progetto non è solo rappresentazione, ma laboratorio sociale. Fin dalle sue origini – da giugno infatti si alternano con gruppi di gente migrante e professionisti del settore, sessioni di scrittura creativa, movimento, yoga e improvvisazione – Dopo la tempesta è pensato come percorso inclusivo. Giovani migranti sono coinvolti non come comparse, ma come narratori, interpreti, testimoni. Simona Mallemi (coordinatrice Avvocato di Strada Siracusa) ha curato un esclusivo intreccio di narrazione collettiva, drammaturgia condivisa e recitazione sensibile.
In un recente post, l’Associazione Avvocato di Strada ha scritto: “Sabato sera a Siracusa si è tenuta una rivisitazione del dramma Shakesperiano ‘Dopo la tempesta’. Tra gli attori coinvolti tanti ragazzi richiedenti asilo…” L’intento è chiaro: far emergere dignità, voce, partecipazione. Non esistono cause perse, recita il loro motto, e in questo contesto il teatro diventa strumento di rinascita.
Emozione e (in)attualità: Dopo la Tempesta è il valore del racconto condiviso
Chi assiste vive momenti di forte empatia: quando Vito Fiorino (con voce consapevole) racconta l’istante atroce del ritrovamento e del naufragio, la responsabilità del soccorso, il peso del “non voltarsi da un’altra parte” — lo spazio scenico si fa memoria civile. La distanza tra mito e cronaca si assottiglia, e la scena diventa camera della coscienza collettiva.
Così, Dopo la tempesta non è uno spettacolo “sull’immigrazione”. Bensì è uno spettacolo con le persone migranti, dove il dramma universale shakespeariano incontra il dolore e il coraggio contemporanei. È un invito, come alla fine della rappresentazione dice Simona Mallemi: restare umani, insieme, dentro la tempesta.
Ringraziamenti
Così Simona Mallemi ringrazia tutti coloro che si sono avvicendati nell’opera in maniera assolutamente volontaria. “Un ringraziamento speciale a Padre Carlo D’Antoni, la cui opera di ispirazione e sostegno spirituale è stata un faro nei mesi di preparazione. Un ringraziamento anche a tutte le figure professionali che si sono avvicendate prima, nella fase laboratoriale, come Manuela A. De Quarto, docente di narrazione e recupero della memoria, e dopo nella fase di produzione. Tiziana Rossella Guglielmino, maestra di biodanza e operatrice olistica, assistente alla regia e coreografa. Giovanni Villari, Leader yoga della risata. Elena Amore, sarta e costumista. Daniele Ballotta, fotografo di scena. Renato Ventura, per la musica inziale dello spettacolo“.
Continua la Mallemi: “E naturalmente un ringraziamento ad Avvocato di Strada, sportello di Catania (Coordinatrice l’avv. Alessandra Politino) e sportello di Siracusa (Coord. Simona Assunta Mallemi), ai volontari e a tutti coloro che credono che “non esistono cause perse”.
Credit Photo: Daniele Ballotta
Recensione a cura di Manuela A. De Quarto

