MONUMENTI

Monumento ai Caduti a Catania: l’arte decostruttiva ignorata e mai compresa

L'arte decostruttiva del Monumento ai Caduti. Fonte foto: Lasicilia.it

L'arte decostruttiva del Monumento ai Caduti. Fonte foto: Lasicilia.it

Tra le opere d’arte presenti a Catania maggiormente vandalizzate e abbandonate vi è sicuramente il Monumento ai Caduti presente in piazza del Tricolore. Il valore storico e artistico che l’architetto Giuseppe Marino ha cercato di instaurare nei cuori dei catanesi con la sua arte, non è stato per nulla compreso.

A pochi passi dal borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti, il Monumento ai Caduti è stato realizzato dall’architetto catanese Giuseppe Marino con la collaborazione degli artisti Salvo Giordano e Ugo Giuffrida. Denominato “Vortice”, Marino fu il vincitore di un concorso nazionale bandito dal Comune di Catania nel 1971, successivamente approvato dalla Sovrintendenza nel 1979 e, in seguito, l’8 agosto 1984. L’obiettivo di Marino fu quello di realizzare il tipico vortice che si viene a creare dopo la deflagrazione di una bomba.

L'opera incompresa di Giuseppe Marino. Fonte foto: Sicilianews24

L’opera incompresa di Giuseppe Marino. Fonte foto: Sicilianews24

Decostruttivismo: cos’è il movimento architettonico con cui è stato costruito il Monumento ai Caduti

Il Monumento ai Caduti venne realizzato in stile “Decostruttivo”. Il movimento architettonico internazionale definito “Decostruttivismo” fu uno delle massime espressioni artistiche del ‘900.

Esso si contrappone al Postmoderno. Intende quindi “de-costruire” ciò che davano per scontato i vecchi canoni artistici, sempre incentrati su razionali particolari architettonici. Si viene a creare, cioè, una “non architettura”: geometrie instabili, volumi deformati, forme pure decomposte, con un’assenza di canoni estetici tradizionali. Nelle opere decostruttiviste è il caos l’elemento che instaura l’ordine.

Monumento ai Caduti: opera incompresa e ripetutamente vandalizzata

Al tipico cittadino catanese, però, non basta conoscere il reale motivo di quest’opera artistica e né interessa sapere di che tipo di corrente architettonica faccia parte. C’è persino chi ha proposto una raccolta firme per la sua demolizione, andata (per fortuna) mai in porto. Il monumento è stato da sempre vittima di incurie da parte di chi sostiene l’inutilità di “quell’ammasso di cemento” buttato lì. Un po’ come la scultura dello Stallone Ferito, opera dell’artista catanese Francesco Messina, tutt’oggi protagonista di diverse angherie perché ritenuta eccessivamente impudica per essere posta in un luogo frequentato.

Vandalismo al Monumento ai Caduti a Catania. Fonte foto: Tribupress

Vandalismo al Monumento ai Caduti a Catania. Fonte foto: Tribupress

Negli ultimi anni, però, pare che qualcosa si sia smosso a favore del Monumento ai Caduti. Ad oggi l’ingresso del monumento sembra un salottino, a simboleggiare un “salotto di Catania”, dove eventi e musica allietano le serate catanesi. All’interno di esso sono posti numerosi dipinti e installazioni di artisti del luogo. Un vero e proprio luogo di aggregazione sociale (un po’ come era lo Squibb in Largo Paisiello). Qui i ragazzi si incontrano per fare break dance o parkour, oppure per trascorrere una lieta serata al chiaro di luna al sapore di salsedine.

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

Monumento ai Caduti a Catania: l’arte decostruttiva ignorata e mai compresa ultima modifica: 2019-09-04T10:34:06+02:00 da Valentina Friscia

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