SANT'AGATA

La cappella di Sant’Agata: gioiello della cattedrale di Catania

La cappella è il cuore della cattedrale. A destra si trova ‘a camaredda che custodisce il busto reliquiario e la cassa argentea della Santa. A realizzarla fu il viceré Ferdinando d'Acuña.

21613,21605,21548

Vuoi aggiungere delle "Foto" a questa sezione? Aggiungi

“S. Agata Degnamente Onorata in que”

E’ uno dei luoghi più amati dai catanesi, raccoglie gioie, dolori, richieste, lacrime, preghiere dei devoti. Qui ognuno entra in rapporto intimo e diretto con Agata la donna, la vergine, la martire. In questi giorni che preannunciano la grande festa, con #ItCatania vi portiamo nel luogo più carismatico ed emozionale della città: la cattedrale di Catania, che conserva ‘a cammaredda entro cui sono custoditi i resti di Sant’Agata.

La cappella di Sant’Agata

La cappella è la più preziosa di tutto l’edificio, costruito nel 1094 dai Normanni sui resti delle Terme Achilliane. Essa costituisce il cuore della cattedrale. E’ unica nel suo genere per valore artistico e agiografico. Si trova nell’abside destro del duomo. Questo è il luogo a cui i devoti sono più affezionati e quello che più venerano, assieme a quelli del martirio.

La maestosa cappella, anche detta ‘a cammaredda cappella “del tesoro”, fu voluta dal viceré Ferdinando d’Acuña, grande devoto della martire. A costruirla, nel 1495, fu la moglie, donna Maria d’Avila, dopo la sua morte. La donna volle far rappresentare il marito defunto inginocchiato, con lo sguardo rivolto verso la Santa, prima di consegnare l’anima a Dio.

La cappella di Sant’Agata è la più preziosa di tutto l’edificio: qui si trovano i resti della vergine e martire e opere di pregevole fattura. Foto di Maxmelotti

L’interno

La cappella presenta un altare con un trittico marmoreo che raffigura Agata incoronata dal Cristo e dalla Madonna, con ai lati San Pietro e San Paolo e sormontata dagli evangelisti con i corrispettivi simboli. Nella parte inferiore, degli angeli tengono i simboli della Passione. A destra vi è il monumento sepolcrale del vicerè. Queste sculture sono opera del maestro di origine messinese Antonello de Freri (1479-1512).

Si trova inoltre un affresco che raffigura S.Lucia orante sulla tomba di Agata per invocare la guarigione della madre inferma e la Vergine Digna incoraggiata al martirio dalla Santa.

Del 1700 sono gli altri monumenti sepolcrali del cardinale Camillo Astalli-Pamphilj e del vescovo Andrea Riggio.

Ad incorniciarla c’è un maestoso cancello in ferro battuto, realizzato nel 1926 dall’architetto S. Sciuto Patti e dallo scultore S. Puglisi Caudullo, autore delle statuette. Accanto c’è un’epigrafe che ricorda il disastroso evento del 1669.

Sacello

La cappella è il cuore della cattedrale. A destra si trova ‘a camaredda che custodisce il busto reliquiario e la cassa argentea della Santa. Foto: catanialiveuniversity.it

‘A cammaredda

Sono tanti i fedeli che, quotidianamente, si recano in questo luogo per omaggiare Agata. ‘A cammaredda è posta nel lato sinistro della cappella. Una porticina immette nel sacello, con un prezioso portale riccamente decorato dallo scultore Antonello de Freri. La stanzetta, protetta da una porta di metallo preceduta da un cancelletto in ferro battuto dorato, fu ricavata alla fine del XV secolo, nel collegamento tra le absidi normanne, centrale e di destra, tra il presbiterio del cappellone centrale e la cappella di Sant’Agata, alla cui sinistra si trova l’ ingresso del “sacro recinto”, un luogo ritenuto misterioso, su cui ruotano tante leggende e miti. Si parla di una stanza sotterranea nella quale Agata sia avvolta in un drappo rosso con accanto l’Amenano, di sette chiavi, tre o sette cancelli, di tesori inestimabili, di meccanismi quasi fantascientifici che non permettono di raggiungere facilmente la Santa. Tutte credenze ormai sfatate.

Dentro il Sacello

La cameretta ha dimensioni ridottissime. I due lati sono a specchio. Sul lato destro, nella parte bassa, si trova lo scrigno della Santa; nella parte superiore, dietro un armadio argenteo, c’è il busto reliquiario, portato giù da un piccolo elevatore e, al momento dell’uscita, fatto scorrere su binari lignei, dopo aver aggiunto le ali e condotto nella cappella.
L’interno è ricco di affreschi di pregevole fattura,  realizzati tra il 1300 e il 1500 da artisti rinomati della Catania del tempo, tra cui spicca Antonello de Saliba, nipote di Antonello da Messina. In fondo, al centro, si nota la Pietà con i simboli della Passione di Cristo, di un maestro sconosciuto di Galatina, di scuola toscana e marchigiana; il David, la Madonna col Bambino, la morte del vicerè, Santa Lucia con la madre, la beata Eutikia, al sepolcro di Agata; seguono i due soldati imperiali della Traslazione, l’arrivo a Catania delle reliquie di Sant’Agata. In alto a destra San Pietro.

Camaredda 2

Il sacello è un luogo fortemente carismatico. Nel 2011 sono stati avviati i lavori di restauro e di tutela conservativa di questo santo sito e realizzate numerose aperture straordinarie della Cappella di Sant’Agata. Foto Ultimatv

Le aperture straordinarie e il restauro

Il sacello è un luogo fortemente carismatico. Nel 2011 sono stati eseguiti i lavori di restauro e di tutela conservativa di questo santo sito. Per rafforzare il legame tra Agata e i suoi devoti, negli ultimi anni, sono state organizzate delle aperture straordinarie della cameretta. La prima nel gennaio 2011, seguita da quella del 14 gennaio 2017, fino all’ultima dello scorso 12 gennaio. Una fila composta, il popolo di Agata, dalle prime luci del mattino fino alle 17,00, ha atteso ordinatamente il proprio turno per vedere il sacro luogo. Tanta l’emozione e la commozione. Alcuni fedeli auspicano che queste aperture avvengano più spesso e chiedono l’esposizione permanente delle reliquie in modo da intensificare il culto anche negli altri giorni lontani dalla festa.

Conoscere i luoghi di culto ci permette di cogliere maggiormente il rapporto che unisce Agata “la catanese” con la sua città, che reca in ogni luogo i segni della sua presenza.

Vedi anche: https://catania.italiani.it/scopricitta/culto-santagata-nellarte/

Si ringrazia il signor Giuseppe Costanzo per il prezioso contributo.

Fonti: http://www.cronacaoggiquotidiano.it

Foto copertina: https://www.beweb.chiesacattolica.it

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

La cappella di Sant’Agata: gioiello della cattedrale di Catania ultima modifica: 2019-02-01T10:38:00+00:00 da Sabrina Port

Commenti

To Top