EDIFICI STORICI

La biblioteca dei benedettini: tra storia, cultura e… Un teschio

Sala Vaccarini

L'interno della sala Vaccarini all'interno della biblioteca

All’interno dell’ex monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena, attuale sede del dipartimento di scienze umanistiche dell’università di Catania, ha sede un piccolo gioiello di cultura, storia e bellezza architettonica. La storia della biblioteca dei benedettini, è ricca di visite di personaggi illustri; il celebre scrittore Goethe o il grande compositore Wagner, passando persino per lo Zar Alessandro II; non mancano inoltre al suo interno volumi dal valore inestimabile e, addirittura, un teschio.

La costruzione della biblioteca dei benedettini e la “privatizzazione” di De Roberto

La costruzione dell’edificio, oggi intitolato all’ex preside della facoltà di storia e filosofia dell’università, il dottor Giuseppe Giarrizzo, può essere fatta risalire alla fine del Cinquecento. Con il trasferimento della comunità benedettina al monastero non ancora ultimato. I precetti della confraternita favorirono probabilmente lo sviluppo della collezione; tra questi ne spiccava uno che imponeva la tutela del patrimonio letterario. Nonostante il terremoto di fine Seicento abbia causato la perdita di una parte dei volumi fino ad allora collezionati, durante tutto il settecento la biblioteca dei benedettini è un centro pulsante della vita culturale di Catania fino all’unita d’Italia. Successivamente, nel 1893, lo scrittore catanese Federico De Roberto viene nominato bibliotecario onorario.

Bibilioteca Dei Benedettini

Una delle sale della biblioteca dei benedettini

 

Il caro De Roberto, di cui si conserva ancora lo scrittoio, probabilmente ha probabilmente applicato il vecchio adagio catanese “Ogni fighiteddu i musca e sustanza”. Considerata anche l’effettiva “sostanza” del fegatello in questione, decide di sfruttare furbescamente la sua posizione. Adibisce l’intera biblioteca a suo studio privato, e assorto com’era nella stesura del suo capolavoro, “I Viceré”, si rifiutava spesso persino di aprire la biblioteca al pubblico.

I tesori della biblioteca: dalla Bibbia al teschio di Mario Rapisarda

Ma la biblioteca dei benedettini è anche sito di alcuni tesori inestimabili. Un esempio di ciò è sicuramente la rarissima Bibbia miniata che vi è custodita; considerata tra le cinque più belle nel suo genere; le meravigliose raffigurazioni sono attribuite al celebre pittore Pietro Cavallini. Custodita nella sala Vaccarini, i passanti possono ammirarne le pregiate raffigurazioni e, attraverso un supporto multimediale, sfogliarla liberamente. Spostandosi di qualche metro si può visitare il museo dedicato al grande poeta catanese Mario Rapisardi. All’interno del museo, grazie alle donazioni fatte dal direttivo della seconda esposizione agricola siciliana, è stato ricostruito il suo studio con una raccolta di più di seimila carteggi tra documenti e libri scritti dalla mano dell’artista.

Lo Scrittoio Di De Roberto

Il museo dedicato al poeta Mario Rapisardi

Oltre a ciò, quello che sicuramente salta all’occhio dei visitatori è la presenza di un teschio umano proprio sulla scrivania dello scrittore recante un’incisione che recita: “Pallida mors non timeo tibi“. Il nostro celebre compaesano era infatti noto per la sua visione particolare della vita e della religione, cosa che spesso lo ha ammantato di una nube misteriosa e a volte funerea.

Oggi, la biblioteca dei benedettini è nominata, insieme al resto del monastero, patrimonio dell’umanità. La sua storia, i libri che vi sono custoditi, sono un tesoro inestimabile per la città; contribuendo a rendere Catania quel luogo di magico e ricco di cultura che noi tutti conosciamo.

 

La biblioteca dei benedettini: tra storia, cultura e… Un teschio ultima modifica: 2019-07-16T10:27:34+02:00 da Fabrizio D'Allura

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