ARTIGIANATO

I Rodolico, gli ultimi Maestri d’Ascia del borgo di Acitrezza

Maestri D'ascia Di Trezza

I maestri d’ascia, da millenni, modellano il legno, lo plasmano, lo trasformano dando vita a costruzioni che ancora oggi solcano le nostre acque. Una vera e propria arte che compendia le competenze di progettista, ingegnere navale, carpentiere, falegname ma anche “Artista del Legno”: questo è il maestro d’ascia, così chiamato per il ricorso a questo arnese, con cui in passato, sagomava e adattava il legno e il ferro. Gli altri strumenti utilizzati  per dar vita alle barche erano: la sega a mano, il chianozzo (pialla a mano), il chiano (pialla lunga) e i virrina (i trapani a mano). Una professione antica, nobile e preziosa, un mestiere quasi scomparso, ma che è foriero di storia, folclore e tradizioni da ricordare e preservare. La figura del maestro d’ascia è ancora presente nei cantieri di svariate località italiane, come a: Molfetta, Manfredonia, Monte Argentario, e nella nostra Acitrezza.

Il cantiere peschereccio dei Rodolico ad Acitrezza

Il cantiere peschereccio di Acitrezza nasce verso la fine del 1800 grazie a Salvatore Rodolico che, insieme al figlio Sebastiano, comincia a costruire barche a remi e a vela per i committenti di Catania. L’originario cantiere era situato nella zona denominata “stagnitta”, oggi “Via Rodolico”. Gli anni ’60 segnano l’inizio della stagione aurea per il cantiere che, passato nelle mani del giovane Salvatore, comincia a costruire imponenti pescherecci di legno. Le commesse arrivavano dalla Toscana, dalle Eolie e dall’isola D’Elba. Il cantiere si era stanziato all’interno del porto di Acitrezza, proprio di fronte all’isola Lachea, sotto la piazza che domina la chiesa. Andava sviluppandosi la pesca con i pescherecci anche nel borgo, reso celebre dalla leggenda di Ulisse, dai capolavori di Verga e Luchino Visconti, che avevano ritratto proprio quei pescatori.

Il cantiere diede tanto lavoro. Attorno ad esso ruotava l’economia e la società.

Mastro Dascia

I Rodolico, sono gli storici maestri d’ascia del borgo di Acitrezza. Costruiscono navi dall’Ottocento.

La tecnica di costruzione dei Rodolico, artisti del legno

La tecnica, seppur con qualche variante dovuta alla nuova tecnologia, è sempre la stessa: “il fasciame di legno viene attaccato con la chiodatura zincata, poi il comento (le fessure tra un legno e l’altro) vengono chiuse con la stoppa catramata e quindi con la lanata (un pennellone) si passa, sul fasciame esterno, la pece per proteggere lo scafo (oggi sostituita con stucchi e pittura)”. Le barche che solcano il mare di Trezza sono resistenti come una volta e l’arte dei maestri d’ascia attira, oggi anche, tantissimi turisti che, percorrendo il Lungomare dei Ciclopi, rimangono affascinati dalla maestria di quegli artigiani.

Tesoro Umano Vivente della Regione Siciliana

Rodolico sono una sorta di istituzione a Trezza; sono i testimoni di una tradizione antica che dà corpo all’identità del paese. Negli scorsi mesi è giunto a questa famiglia, impegnata da ben quattro generazioni a costruire e riparare imbarcazioni con passione, dedizione e amore per la propria Terra immutati, un prestigioso riconoscimento. Salvatore Rodolico è stato inserito nel “libro dei tesori umani viventi” nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana con questa motivazione: “Imparato il mestiere dal padre, come d’uso per i mestieri tradizionali, il sig. Rodolico rappresenta la vecchia tradizione dell’arte marinara, uno degli ultimi in grado di mantenerla viva come artigiano locale purtroppo in estinzione”.

Rodolico

Il mastro d’ascia Salvatore Rodolico è un Tesoro Umano Vivente della Regione siciliana

La lotta dei Rodolico contro la burocrazia

I Rodolico costruiscono e riparano barche da ben quattro generazioni, sono un pezzo della storia siciliana; l’ultimo detentore di questa nobile arte è Giovanni, figlio di Salvatore, chiamato affettuosamente “U vaccarolu”, famoso per aver intrapreso la battaglia in difesa della sua attività contro la burocrazia che lo puniva per occupazione abusiva di suolo pubblico per via del passaggio delle aree dal porto al comune, in quanto SIC ( sito di interesse comunitario). Una lotta che Giovanni ha vinto.

Omaggi ai Rodolico

I Rodolico sono stati oggetto di documentari: il primo realizzato dall’artista Alice Valenti“Alice dipinge un gozzo al cantiere Rodolico”, vincitore del bando “Terre di cinema”, il festival della fotografia cinematografica, realizzato per raccontare e salvaguardare le tradizioni siciliane messe a rischio. Il secondo documentario è stato girato da tre ragazzi ragusani che con ‘Last ship’,  hanno sottolineato il valore storico, etnologico e sociale dell’attività dei Rodolico.

L’11 giugno scorso, il Comune di Aci Castello, su richiesta del Cento Studi Acitrezza, ha donato una targa al Mastro d’Ascia Salvatore Rodolico, per la tutela, la valorizzazione ed il riconoscimento dell’arte marinara trezzota. Ricordiamo che recente è anche il riconoscimento delle “barche in legno trezzote” e l’approvazione del regolamento comunale del porto di Acitrezza a tutela della marineria storica. Auspichiamo una nuova fruizione del cantiere, sfruttabile nell’ottica dell’ecoturismo sostenibile, rispettoso della storia passata di un luogo pieno di suggestioni e incanto. 

Vedi anche: https://catania.italiani.it/domenico-di-mauro-ultimo-decoratore-di-carretti-siciliani/

Fonti:

http://www.acitrezzaonline.it/cantiere.htm;

http://www.smartweek.it;

https://www.facebook.com/Cantiere-Navale-Rodolico-Acitrezza-827525033997253/?ref=br_rs

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

I Rodolico, gli ultimi Maestri d’Ascia del borgo di Acitrezza ultima modifica: 2018-08-02T07:36:36+00:00 da Sabrina Port

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