STORIE

Festa delle Donne: ecco le catanesi che hanno lasciato il segno!

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per la festa delle donne ecco delle donne che hanno lasciato il segno

L’otto marzo di ogni anno si festeggiano le donne. La festa delle donne è diventata, un po’ come tutte le feste da calendario, emblema del capitalismo e spettacolarizzazione generale. Di norma, si ricordano eventi in cui il valore delle donne è risaltato per grandiosità o generosità. Senza porre l’accento mai, o quasi mai, sul fatto che di certo noi donne siamo state sempre un passo indietro nella scala delle opportunità, rispetto all’uomo. Sia nell’ambito della società passata che, purtroppo, per certi aspetti anche di quella moderna.

Eppure, se parliamo proprio di opportunità, siamo forse state – nell’arco di tutta la storia conosciuta- noi donne le più brave a crearle le opportunità, spesso dal nulla. Le abbiamo afferrate queste opportunità e ne abbiamo fatto mattone per le donne che sarebbero arrivate dopo. Forse è corretto dire che se da un lato questa festa, alcune volte, sembra il “contentino” che si da’ al famoso “sesso debole”, dall’altro si pone, proprio in questo giorno, l’attenzione su due caratteristiche che noi donne sembriamo avere per nascita: forza e coraggio.

Oggi, noi di it.Catania, vogliamo puntare su questi due aggettivi per celebrare al massimo la festa delle donne. Senza saltare a facili approssimazioni, del perché è fantastico essere donna piuttosto che uomo, oggi vi racconteremo la storia di alcune donne catanesi, molto conosciute oppure più nell’ombra, che hanno preso un mattone e se lo sono messe davanti. Pronte a scalare, e a far scalare alle altre donne, la montagna verso quelle che oggi vengono chiamate “pari opportunità” e che solo qualche decennio fa venivano chiamate “follie”.

Virdimura de Medico e Bella de Paija, due donne pioniere nella medicina

Secondo quanto detto, non si può non iniziare dalla catanese Virdimura. Vissuta tra il 1300 e il 1400, fu la prima donna (di cui abbiamo traccia) a sottoporsi alla prova di abilitazione per diventare medico. Il suo documento fu, di fatto, stilato nel 1376 e al suo interno prevedeva una postilla, voluta dalla stessa Viridimura, “Poter curare i poveri e tutti quelli che non potevano pagare gli esosi onorari chiesti dagli altri medici”. Virdimura fu la prima donna ufficialmente autorizzata ad esercitare la medicina e la chirurgia in Sicilia.

Insieme a lei, un’altra donna pose una pietra fondamentale per le donne in medicina: Bella de Paija, di Mineo. Questa medichessa del ‘300-‘400 operava a Catania e provincia e, anche se non aveva l’abilitazione, la  regina Bianca di Sicilia ordinò agli amministratori di Mineo di trattarla come un medico a tutti gli effetti.  Nel 1414 entrerà ufficialmente nella sanità italiana. Due donne che sono state le “prime”. E, nonostante supponiamo non sia stato facile per loro, hanno continuato non immaginando neanche la grande opportunità che stavano regalando a chi sarebbe venuto dopo.

Una combattente di nome Peppa e un politico di nome Maria

Non finisce qui, perché non solo in campo medico, ma anche nell’ambito politico e sociale le donne catanesi hanno posto mattoni importanti. E questa festa delle donne non potrebbe non farci tornare alla mente la mitica Peppa ‘a Cannunera, eroina del Risorgimento e simbolo della lotta popolare. Ella non deve i suoi natali a Catania, però, proprio nella nostra città, questa donna scatena tutta la sua forza. E’ il 31 maggio del 1860 e Catania è nel pieno dell’insurrezione contro i Borboni. Peppa si dimostrerà non solo coraggiosa e battagliera, ma anche stratega formidabile. Una storia che sembra uscita da un film, che non solo è vera ma vede protagonista una donna della nostra città. Un’altra donna il cui coraggio è da ricordare è Andreana Sardo, che il 6 aprile del 1849 salvò il palazzo dell’Università di Catania.

Agustina De Aragon come peppa a cannunera- festa delle donne

Per la festa delle donne celebriamo Peppa ‘a Cannunera- questa è un immagine di Augustina de Aragon, alterego della gran donna siciliana (foto da Wikipedia)

Possiamo guardare anche a periodi più recenti per ritrovare donne catanesi che, in ambito politico e sociale, hanno dato dei contributi significanti. Nel 1946, ad esempio, Maria Nicotra Fiorini fu eletta all’Assemblea Costituente. Ella era nata a Catania e aveva una consolidata formazione politica, nonché ex crocerossina. Maria fu cofirmataria di un emendamento sostitutivo del primo comma dell’art. 48 (art. 51 del testo definitivo) – “Tutti i cittadini di ambo i sessi possono accedere agli uffici pubblici in condizione di uguaglianza” –   presentato nella seduta del 22 maggio 1947. Si poneva fin da subito l’accento sull’uguaglianza dei sessi nella nascita della Repubblica Italiana.

La creatività è donna, Maria Attanasio e le attrici di città

Se poi decidiamo per questa festa delle donne di guardare alla cultura e alla creatività, non si possono non ricordare nomi come Carmelina Naselli, la prima donna che ricoprì il ruolo di docente universitaria in Italia. Rosina Anselmi, Goliarda Sapienza e Guia Jelo, attrici di teatro, e non solo, di somma bravura. Donne e attrici che hanno fatto risaltare i loro personaggi, rendendoli tridimensionali e, quindi, veri.

Poi ci sono donne che raccontano di altre donne e lo fanno per fare conoscere questo universo femminile, che sembra concentrare in se’ l’intera umanità. E’ il caso di Maria Attanasio, nata a Caltagirone e ancora in vita. Una donna e una scrittrice di una sensibilità e di una cultura che vale la pena incontrare nelle vostre letture. Proprio oggi, in questa festa delle donne, ci piace ricordare uno dei suoi romanzi più belli: Correva l’anno.  Dove si racconta la storia della contadina Francisca: una donna che si traveste da uomo per continuare il lavoro del marito, e che poi viene accusata di stregoneria dall’Inquisizione. Ed è proprio l’affrontare storie di donne, di ambiguità sessuali e tensioni interne/esterne che sembrano fare di questa scrittrice una perfetta ambasciatrice della festa delle donne come la intendiamo noi.

Maria Attanasio e la festa delle donne

Per la festa delle donne parliamo anche della scrittrice Maria Attanasio (foto da lalineascritta.it)

E per la festa delle donne non può mancare Silvana La Spina, catanese per amore

Questo breve excursus potrebbe, secondo noi, terminare con Silvana La Spina e i suoi scritti. La Spina nasce al nord, ma si trasferisce con i genitori nella provincia di Catania, di cui ufficialmente lei ha detto più volte sentirsi figlia. Silvana La Spina è una scrittrice che mette al centro spesso la tematica della femminilità, nel senso più nobile e meno stereotipato possibile. Le sue protagoniste, come Maria Laura Gangemi, le monache visionarie e ribelli dei suoi romanzi, la sua Penelope sono donne che viaggiano su binari diversi da quelle della visione comune.

Silvana sembra partire dall’universo femminile per narrare l’intera umanità ed è per questo che la sua scrittura risulta essere di una potenza inaudita. Ella scrive: “Dobbiamo metterci in testa che la scrittura al femminile non esiste. Una donna porta nella scrittura sé stessa, e così dal canto suo fa l’uomo. (…) Le donne, dal canto loro, dovrebbero riconquistare il territorio. Venire finalmente fuori dalla trappola dell’intimismo. Riappropriarsi ad esempio di tematiche politiche e civili.

Perché quando si parla di coraggio delle donne, si parla anche del coraggio di trasmettere idee, posizioni e sguardi nuovi, a tratti rivoluzionari.

Siate imprudenti e impudenti, donne!

Ed è proprio questo l’augurio che poniamo oggi a tutte voi, per questa feste delle donne. Riappropriarsi di ogni spazio che la società ci offre, perché è nostro tanto quanto lo è degli uomini. Vi auguriamo la forza e il coraggio di Peppa. La capacità e la spavalderia delle medichesse pioniere del ‘300; vi auguriamo di essere intraprendenti e attiviste come Maria Nicotra Fiorini, Carmelina Naselli e Maria Paternò.  Di portare avanti le vostre idee e di trasmetterle con creatività come Silvana La Spina, Maria Attanasio e tutte le donne che Catania ha partorito. E che sicuramente partorirà ancora e ancora..

Siate imprudenti e impudenti, questo è il nostro augurio per la feste delle donne.

Siate imprudenti e impudenti.

Manuela de Quarto

Autore: Manuela de Quarto

Sono nata a Catania, in Sicilia. Ho scoperto che amavo leggere quasi subito. Leggevo di tutto, rubavo i libri alle mie sorelle più grandi o li prendevo in prestito da parenti e amici. Leggevo libri e mangiavo limoni, entrambe le cose mi stavano portando dritto alla morte, sarà il destino delle grandi passioni!
E poi un giorno, avrò avuto circa dieci anni, ho scritto la mia prima storia: da lì non ho più smesso, né di scrivere né, ovviamente, di leggere e mangiare limoni.

Festa delle Donne: ecco le catanesi che hanno lasciato il segno! ultima modifica: 2019-03-08T12:28:05+01:00 da Manuela de Quarto

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