PERSONAGGI

Angelo Musco: genio catanese della comicità mondiale

Il catanese Angelo Musco un attore, una maschera, uno dei più grandi comici di tutti i tempi.

Angelo Musco: catanese “purosangue”

Capelli ricci e neri sempre spettinati, occhi piccoli, rotondi e furbeschi, portava i pantaloni sempre molto alti e con le bretelle. Indossava scarpe e cappello neri e aveva una faccia buffa. Questa la descrizione di Angelo Musco. Un attore, una maschera, uno dei più grandi comici di tutti i tempi. Catania, Messina, la Sicilia, l’Italia tutta, varie nazioni del mondo, furono il palcoscenico ove esplicò la sua immensa arte mimica e scenica.

Share ButtonQuesto grande artista nacque a Catania nella zona del Fortino”, il 18 dicembre del 1871, da un piccolo bottegaio di origini maltesi, Sebastiano Musco, e dalla casalinga Francesca Cosenza, ultimo di ben 14 figli. Musco aveva sofferto la miseria. Aveva fatto tutti i mestieri, dal muratore al ciabattino, al cantante di serenate sotto i balconi. In via Fortino Vecchio,  si trovava il teatro di marionette “L’Opra ‘i Pupi” di don Carmelo Sapienza, il quale faceva entrare gratis il dodicenne Angelo Musco al quale piacevano tantissimo gli spettacoli dei Pupi Siciliani.

Musco visse intensamente la sua città, in particolare via Garibaldi, i vicoli del quartiere di San Cristoforo, cercando di attuare questa sua passione per l’arte e per il teatro. All’apice della sua carriera Musco comprò una villa, opera dell’architetto Francesco Fichera, situata accanto al Parco Gioeni, nella zona nord di Catania.

Angelo Musco: gli esordi

Musco sognare di poter vivere con il canto, la danza e il far teatro. Cominciò dapprima ad aiutare i Pupari con il teatro dei Paladini, poi  la sua carriera artistica iniziò nel 1884, quando venne scritturato dalla compagnia marionettistica di Michele Insanguine. Entrò poi, in veste di macchiettista-trasformista, nella compagnia del grande attore Giovanni Grasso, discendente da una famiglia di marionettisti e ricordato soprattutto per la sua recitazione estremamente dura e verista. Purtroppo i rapporti tra Musco e Grasso non furono idilliaci e ad un certo momento le strade professionali dei due si separarono.

Lo scrittore Luigi Pirandello con Gennaro Righelli e Angelo Musco.

Lo scrittore Luigi Pirandello con Gennaro Righelli e Angelo Musco.

Dal 1902 Musco iniziò a collaborare con Nino Martoglio che fu direttore della sua compagnia dal 1907 e per lui scrisse San Giovanni decollato L’aria del continente. Collaborò anche con Pier Maria Rosso di San Secondo. Nel 1912 fondò la Compagnia teatrale denominata Drammatica Compagnia Siciliana Marinella Bragaglia – Angelo Musco e poi la Comica Compagnia Siciliana del Cav. Angelo Musco, di circa 36 elementi di cui facevano parte Rosina Anselmi, Turi Pandolfini, Angelo, Jole, Vittorina e Giulia Campagna, Fara e Cesare Libassi, Lindoro e Adele Colombo. La compagnia, ebbe vita lunghissima e si sciolse solo alla morte del capocomico. Musco seppe conquistare la fiducia dei più potenti trust teatrali. L’attore fu supportato dal critico Renato Simoni e da Luigi Pirandello, che per lui scrisse i ‘A birritta cu’ i ciancianeddi, Liolà e Pensaci, Giacomino!

Accanto al grande Angelo Musco, in “L’eredità dello zio Buonanima”, da sinistra Zoe Incrocci, Lulù Marinelli, Elda De Giorgi e Annina Bragaglia

Accanto al grande Angelo Musco, in “L’eredità dello zio Buonanima”, da sinistra Zoe Incrocci, Lulù Marinelli, Elda De Giorgi e Annina Bragaglia

I film con Angelo Musco

Le pellicole da lui interpretate erano adattamenti cinematografici di commedie teatrali di Martoglio e Pirandello.  La sua carriera cinematografica iniziò nel 1932 ed ebbe successo. Ecco i titoli dei suoi film:

  • San Giovanni decollato, regia di Telemaco Ruggeri (1917)
  • Cinque a zero, regia di Mario Bonnard (1932)
  • Paraninfo, regia di Amleto Palermi (1934)
  • L’eredità dello zio buonanima, regia di Amleto Palermi (1934)
  • Fiat voluntas dei, regia di Amleto Palermi (1935)
  • Lo smemorato, regia di Gennaro Righelli (1936)
  • Re di denari, regia di Enrico Guazzoni (1936)
  • L’aria del continente, regia di Gennaro Righelli (1936)
  • Pensaci Giacomino, regia di Gennaro Righelli (1937)
  • Gatta ci cova, regia di Gennaro Righelli (1937)
  • Il feroce Saladino, regia di Mario Bonnard (1937)

Clicca qui per vedere il video tratto da alcune sequenze de “L’eredità dello zio buonanima” (1934)

Vedi anche: https://catania.italiani.it/cinema-catania-un-tuffo-nel-passato-case-cinematografiche-pietre-miliari/

Angelo Musco: premi e riconoscimenti

Grazie a suoi successi, Musco meritò numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero come quello di “Grand’Ufficiale dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro” e “ Grande Ufficiale della Corona d’Italia e di Cavaliere del Regno” da parte di Sua Maestà Vittorio Emanuele III che lo ricevette a corte con tutti gli onori e che Musco chiamava scherzosamente “Cumpari”, perché il Re gli aveva battezzato uno dei suoi quattro figli, avuti dalla giovane e bella figlia d’arte Desdemona Balestrieri.

Angelo Musco è sepolto nel Cimitero di Catania in fondo al viale degli uomini illustri. Il giardino Bellini ha nel viale dei personaggi celebri, un busto che lo ricorda; necesse est, perpetuarne la memoria, perché la gioia del sorriso che ci donò, è immortale.

Angelo Musco è sepolto nel Cimitero di Catania in fondo al viale degli uomini illustri. Il giardino Bellini ha nel viale dei personaggi celebri, un busto che lo ricorda; necesse est, perpetuarne la memoria, perché la gioia del sorriso che ci donò, è immortale.

Angelo Musco, morì a Milano, durante una tournée, il 7 ottobre 1937. E’ sepolto nel Cimitero di Catania in fondo al viale degli uomini illustri, nella cappella di famiglia ove anche riposa l’omonimo figlio Angelo jr, noto musicista che fu direttore artistico del Teatro Bellini di Catania negli anni ’60, scomparso prematuramente. Il Giardino Bellini della città dell’elefante ha nel viale dei personaggi celebri, un busto che lo ricorda. A lui è dedicato anche un teatro, il Teatro Musco, sito al numero 312 di via Umberto I, è stata la prima sede del Teatro Stabile di Catania. Progettato dall’architetto Patanè, venne aperto nel 1957 su iniziativa dell’Ente provinciale per il turismo, come Accademia del teatro.  Ad oggi è la seconda sede del Teatro Stabile ed ospita oltre che spettacoli del cartellone principale, produzioni destinate ai ragazzi delle scuole.

Giorgio Walter Chili ha diretto nel 1953 un film-documentario sulla sua vita: C’era una volta Angelo Musco.

Un doveroso omaggio a questo autentico genio della comicità mondiale.

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

Angelo Musco: genio catanese della comicità mondiale ultima modifica: 2018-04-05T10:17:21+00:00 da Sabrina Port

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