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Gran­de Bir­ra­ria Sviz­ze­ra: alla scoperta del caffè letterario

1200px Catania, La Grande Birraria Svizzera, Facciata

Catania, 1890. La città brulica di intellettuali e di artisti. Il Teatro Massimo Vincenzo Bellini schiude le sue porte ad ammaestramento e sollazzo del popolo e a perenne decoro della cittàCasta Diva, cantabile della cavatina della protagonista nella Norma di Vincenzo Bellini, irrompe soave nell’aere. Cappelli a cilindro e carrozze ammantano la splendida Via Etnea. Corpini a colletto alto merlettato cingono le forme delle donne catanesi. È il 1890 e prende vita un suggestivo caffè letterario: la Grande Birraria Svizzera.

Grande Birraria Svizzera: alla scoperta di Catania dimenticata

I fratelli Giovanni e Giorgio Tscharner, svizzeri d’origine e catanesi d’adozione inaugurano la Grande Birraria Svizzera. Caffè letterario, ristorante e birreria con deposito di birra proveniente da Monaco. Il locale sorge alle spalle di Via Etnea, presso Palazzotto Biscari alla Collegiata. L’ingresso si trova su Piazza Santa Nicolella ed è un andirivieni di personaggi.  La Grande Birraria Svizzera è un luogo della scrittura. Il simbolo della dolce vita catanese.

Un luogo in cui poter conversare amabilmente. Dove, anche soli o tutt’al più con due o tre libri, immergersi nella lettura. Qui, non è difficile incrociare lo sguardo di Giovanni Verga o ritrovarsi Vitaliano Brancati intento a vergare righe sui vizi e le virtù dei catanesi. Alla Grande Birraria Svizzera puoi lasciarti incantare da Nino Martoglio e dal fine intellettualismo di Ercole Patti.

Grande Birraria Svizzera

Fonte: pagina fb di Grande Birraria Svizzera

«Della vita catanese, assai più che i caffè, sono importantissimi fattori i Circoli, ove sia di giorno che di sera si riuniscono i soci che ne fanno parte: la Birraria Svizzera, rimpetto la posta è un locale di convegno che dà un’idea della vita di caffè delle città del continente. È molto frequentata; essa per Catania è il Caffè Aragno di Roma e il “Diana” di Milano» citazione tratta da Guida del Viaggiatore, stampata nel 1899 in edizione rinnovata da Galatola.

Palazzo Tezzano: 29 maggio 1915

Grande Birraria Svizzera è il salotto di Catania, un luogo amato dai cittadini e che richiede un maggiore spazio. Il 29 maggio del 1915 viene inaugurata la nuova sede. Ci troviamo a Palazzo Tezzano in Via Et­nea, civico 141. La Grande Birraria Svizzera è un connubio di classico e barocco con tocchi eclettici grazie al gusto raffinato dell’architetto Paolo Lanzarotti. La rinnovata cornice del locale attira maggiormente visitatori, curiosi e gli abituali clienti. È ancora un susseguirsi di personaggi del calibro di Federico De Roberto, Luigi Capuana e Francesco Guglielmino.

Grande Birraria Svizzera

Nel 1930 la gestione della Grande Birraria Svizzera passa a Pippo Lorenti. Da lì a poco nasce il Gran Caffè Lorenti

1930: Pippo Lorenti e il Gran Caffè Lorenti

Nel 1930 la gestione del locale passa a Pippo Lorenti e poco dopo ne acquisisce la proprietà. Dalla Grande Birraria Svizzera nasce il Gran Caffè Lorenti. Bar, ristorante, gelateria e sala da biliardo. Nel 1934 si trasforma in cafè chantant. È il primo locale a Catania in cui suona un’orchestra. L’anno successivo è la volta dell’iniziativa dei coni gelato. Semplice a 20 centesimi e 50 centesimi con l’aggiunta di panna. Nel 1939 il locale è arricchito da sei grandi dipinti murali del pittore Roberto Rimini. Il 1942 è un anno tragico. Una bomba lo danneggia e ne consegue la chiusura. Riaperto nel 1945, dopo la guerra, è un tripudio festante. L’inaugurazione è affidata all’orchestra diretta da Mario Giusti. L’addio definitivo si ha nel 1948. Dolce vita e spensieratezze sbiadiscono e cedono il posto alla catena italiana dei grandi magazzini e all’immenso rammarico dei catanesi.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Gran­de Bir­ra­ria Sviz­ze­ra: alla scoperta del caffè letterario ultima modifica: 2018-10-03T09:43:22+00:00 da Cristina Gatto

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