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Chiesa di S. Gaetano alle Grotte: l’Altare Sotterraneo

S. Gaetano Alle Grotte

È indiscutibile il fascino di Piazza Carlo Alberto, meglio conosciuta come la “Fera ‘o Luni”. Chi almeno una volta non c’è passato, anche senza aver comprato nulla? Un luogo in cui tutto il colore locale, con i suoi odori e suoni si imprime fortemente nella mente dei passanti al punto che, se non ci fosse, mancherebbe senz’altro qualcosa a Catania stessa. Sulla piazza troneggia immensa la Chiesa-Santuario del Carmine, che silenziosa e immota osserva il febbrile brulichio che anima il mercato. Poco più in là, più modesta e piccola, ma non meno ricca di storia, si alza la Chiesetta di S. Gaetano alle Grotte.

La Chiesa di S. Gaetano alle Grotte

La Chiesa si erge a fianco della piazza principale, a malapena all’altezza delle case circostanti. Forse è un po’ anonima come costruzione, eppure questo Tempio, dietro una facciata semplice, nasconde una passato millenario che ha attraversato, non sempre in maniera indenne, la storia della città di Catania.

Questa rappresenta un tassello fondamentale tanto nella vita quotidiana quanto in quella devozionale dei catanesi. Ma cosa distingue questo tempio cristiano da tutti gli altri presenti in città? È una delle poche chiese ipogee della città ed è una delle più antiche chiese cittadine, come testimonia il cartello sul porticato che riporta la scritta “Epoca Romana”.

Una volta entrati, il clamore del mercato si attenua e la Chiesa di S. Gaetano alle Grotte si presenta nella sua attuale veste settecentesca: bianca, pulita forse addirittura un po’ spoglia direbbe qualcuno. Quadri votivi alle finestre e fiori colorano l’ambiente e un drappo vermiglio copre l’altare. In mezzo all’unica navata si aprono le scale verso l’ipogeo.

Drappo Vermiglio

Quadri votivi alle finestre e fiori colorano l’ambiente e un drappo vermiglio copre l’altare.

L’altare sotterraneo

La scalinata è lunga e ripida. Gli scalini sono irregolari e un forte odore di umidità e terra sale leggero verso le narici. I suoni del mondo esterno lentamente scompaiono lasciando spazio al silenzio, interrotto solo dai miei passi curiosi. L’ambiente è spoglio, essenziale, illuminato a giorno con delle lampadine. I muri trasudano antichità. Non c’è un solo spiffero nell’aria.
Una volta giunto al fondo non posso fare a meno di chiedermi cosa provassero coloro che qui celebravano la Messa. L’altare antico purtroppo è andato perduto e al suo posto ve ne è uno nuovo di marmo bianco, installato su una spianata di cemento (recente). Gli antichi affreschi sono ormai spariti da tempo, ma se ne possono apprezzare ancora alcune tracce. Fatto che colpisce l’attenzione è la presenza costante dell’acqua: sotto la grotta si affaccia timido il torrente Larmisi, uno degli affluenti dell’Amenano.

Altare Ipogeo

L’ambiente è spoglio, essenziale

La risalita

Questa Chiesa è stata considerata come il luogo della prima sepoltura di S. Agata (precedente alla costruzione di S. Agata la Vetere) e il tempio, trovandosi fuori dalle mura, è stato usato anche come torre d’osservazione e fortino. Nel novecento si è tentato di distruggerla più volte, fallendo sempre. Per fortuna.

Quella che sembra una chiesetta oscura è in realtà qualcosa di vivo, un pezzo di storia, che aspetta solo di essere scoperta.Una sentinella silenziosa che, immota, sta nel brulichio della vita della Fiera.

Giovanni Busà

Autore: Giovanni Busà

Catanese d’adozione che ama le lunghe passeggiate, il buon cibo (come solo in Sicilia sanno preparare) e le letture: pesanti o leggere non importa, purché scritte bene e sensate. Mi appassionano la Storia, la Filosofia e le Cipolline ben cucinate.

Chiesa di S. Gaetano alle Grotte: l’Altare Sotterraneo ultima modifica: 2018-05-08T10:11:20+00:00 da Giovanni Busà

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