STORIE

Catania è femmina: storie, diritti e primati delle donne siciliane

Catania è Femmina

Catania è femmina. Aspra e magnifica. Grembo di madre, aratro e terra. Pietra di basalto lavico e perla racchiusa dentro una conchiglia. Ammaliante, leggendaria e luogo di feraci ingegni. La città del Liotru è rossa come il magma, donna come l’Etna; la meravigliosa «’a Muntagna». Capricciosa, sinuosa, determinata e mai scontata. Catania è femmina, figlia della Principessa Sicilia e mare segreto di vita. Catania racconta intense pagine di storia al femminile. Un viaggio alla scoperta delle sue donne tra diritti, primati e curiosità.

Goliarda Sapienza

La scrittrice catanese Goliarda Sapienza

Catania è femmina: storie, diritti e primati delle donne siciliane

Tra queste figura il nome di Carmelina Naselli. La prima donna che ha ricoperto il ruolo di docente universitaria in Italia. Dal 1949 al 1964 ha insegnato Storia della letteratura italiana, Letteratura delle tradizioni popolari e Storia delle tradizioni popolari presso la facoltà di Lettere dell’Università di Catania. Oltre alla carriera accademica, è stata presidente del comitato catanese della Società Nazionale “Dante Alighieri”, segretaria della Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale e direttrice della rivista «Archivio storico per la Sicilia orientale».

Felicia Filomena Cacia, che per cinque anni ha gestito l’osservatorio meteorologico di Catania (nel 1940 prese il posto del fratello chiamato in guerra). E ancora… Suor Dorotea Bellini, poetessa e femminista del 1700. La baronessa Maria Paternò, la prima donna ad ottenere il divorzio in Italia nel 1808, in virtù dell’articolo 296 del Codice Napoleonico. Bella de Paija e Virdimura de Medico, medichesse vissute in Sicilia tra il 1300 e il 1400. Catania è femmina come Rosina Anselmi, attrice di teatro, cinema e televisione. Rosina recita fin da bambina con il padre Alessandro, attore dialettale siciliano. Successivamente approda alle Compagnie di Nino Martoglio e Mimì Aguglia. Nel 1910 viene scritturata come prima attrice nella “Comica Siciliana” diretta da Angelo Musco. Nel 1938 costituisce la Compagnia dialettale con Michele Abruzzo.

Peppa 'a Cannunera

La via intitolata all’eroina catanese

La Sicilia è donna

Oltre a Rosina Anselmi, sono diverse le donne che si sono distinte nel panorama teatrale nel corso del tempo. Come non ricordare Mariella Lo Giudice, attrice che ha amato visceralmente Catania e tra le più amate dai catanesi? Il teatro siciliano è un connubio di storia, magia e talenti. Tra i nomi contemporanei, impossibile non citare l’artista Guia Jelo. Versatile, intensa, passionale e Cavaliere al Merito della Repubblica.

La Sicilia è donna come le sue protagoniste. Peppa ‘a Cannunera, eroina del Risorgimento e simbolo di lotta popolare. Nata a Barcellona Pozzo di Gotto (Me), è lei che a Catania accende la miccia del cannone che scompagina le fila nemiche. Andreana Sardo, che il 6 aprile del 1849 salva il palazzo dell’Università di Catania. Andreana, durante la repressione portata avanti dall’esercito borbonico, si fa largo tra macerie e cadaveri e raggiunge il comandante delle truppe borboniche. La donna «dagli occhi chiari» convince a risparmiare l’edificio e con l’aiuto di un gruppo di soldati spegne l’incendio, salva le biblioteche, i gabinetti di storia naturale e di fisica e l’Osservatorio meteorologico.

Catania è femmina come la scrittrice Goliarda Sapienza, la partigiana Graziella Giuffrida, l’unica futurista siciliana Adele Gloria, come la mia amata e compianta nonna Maria, come mia madre Cettina e come tutte le nonne, le madri e le figlie dell’Etna.
Come tutte le lettrici, le lavoratrici e le studentesse.
Catania è femmina.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Catania è femmina: storie, diritti e primati delle donne siciliane ultima modifica: 2018-09-06T10:32:11+00:00 da Cristina Gatto

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