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Dolci tradizionali: due ricette per la “Festa dei morti”

i nzuddi (fonte foto:http://www.typicalsicily.it/ognissanti-e-festa-dei-morti-in-sicilia/)

Dolci tradizionali: ce n’è almeno uno per ogni occasione, ed ogni occasione è buona per mangiarne.
A Catania, dove di certo la tradizione culinaria non manca, se ne preparano anche per la Festa dei Morti e per Ognissanti anche se potrete trovarli in giro anche a partire da metà ottobre (se non, addirittura, tutto l’anno!). I dolci per eccellenza di questo periodo sono tanti: rame di Napoli, totò, ossa di morto, ‘nzuddi… Insomma, altro che Halloween! Come ai tempi delle nonne, niente zombie e vampiri, ma una capatina in cucina e nella vera tradizione.
Di ricette qui ve ne proponiamo due, quindi rimboccatevi le maniche: quest’anno i dolcetti (e magari anche gli scherzetti) li fate voi!

dolci tradizionali: ossa di morto

Un nome spaventoso per un dolce croccante e delicato: le “ossa di morto” (fonte foto: http://www.typicalsicily.it/ognissanti-e-festa-dei-morti-in-sicilia/)

Dolci tradizionali: i ‘nzuddi

Tra i dolci tradizionali per la festività dei morti ci sono i ‘nzuddi. Una versione molto fantasiosa dell’origine del nome lo attribuisce niente di meno che a Vincenzo Bellini. Pare, infatti, che fossero i suoi dolci preferiti: così, dal vezzeggiativo per Vincenzo, Vincenzuddu, questi avrebbero preso nome. La realtà, di certo meno poetica, è un’altra. La versione catanese delle ‘nzuddi (del biscotto esiste anche la ricetta messinese), infatti, veniva preparata dalle suore Vincenziane. I biscotti sarebbero poi arrivati a Messina probabilmente nel 1908: in seguito al terribile terremoto, le suore di Catania vi sarebbero arrivate per prestare soccorso. La tradizione, così, si divide: nella città dello Stretto si preparano per la Madonna della Lettera, patrona della città; a Catania, invece, per la Festa dei Morti e di Ognissanti.

I ‘nzuddi: la ricetta

I ‘nzuddi – catanesi – hanno la tipica forma sferica, e il pan-siciliano sapore di mandorla. Prendete nota: ecco la ricetta.

Ingredienti:

  • 500 g di farina 00
  • 400 g di mandorle pelate
  • 500 g di zucchero semolato
  • 5 g di ammoniaca per dolci
  • 1 albume
  • cannella secondo i gusti
  • scorza di arancia grattugiata (o mezzo cucchiaio di scorzette d’arancia candite)
  • mandorle tostate per la decorazione
  • acqua q.b.

Non è neanche così complicato prepararli! Prima di cominciare, iniziate a preriscaldare il forno, temperatura 175°.
Tritate 400 grammi di mandorle e unitele ad altrettanto zucchero. Aggiungete poi l’ammoniaca, la farina, la cannella e la scorza d’arancia grattugiata. Montante l’albume d’uovo a neve e versatelo, delicatamente, a quanto già preparato. Aggiungete infine l’acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo.
La seconda parte è quella più “appiccicosa”. Con un po’ di pazienza, formate delle palline dal vostro impasto e passatele nello zucchero rimasto. Schiacciate la pallina su una teglia (non dimenticate la, seppur non tradizionale, immancabile carta forno!) e decorate i vostri ‘nzuddi con una mandorla al centro. Lasciate in forno per circa 20 minuti. Il risultato? Vedi immagine di copertina!

dolci tradizionali: rame di napoli

Arancia, cacao, pistacchio: sono gli ingredienti delle Rame di Napoli (fonte foto: http://www.typicalsicily.it/ognissanti-e-festa-dei-morti-in-sicilia/)

Dolci tradizionali: rame di Napoli

Morbide, profumate, un’esplosione di gusto: sono le rame di Napoli. Perché di Napoli se si fanno a Catania? E che vuol dire “rame”? Le origini sul nome non sono certe, vi sono diverse versioni. Una vuole che siano stati inventati da un pasticcere napoletano, o di cognome Napoli; un’altra lo vuole come un omaggio da parte dei catanesi alla capitale del Regno delle due Sicilie. Quella più accreditata, invece, tramanda che durante il dominio borbonico venne coniata una moneta in lega di rame, in sostituzione di quelle più preziose in oro e argento: l’introduzione della nuova moneta venne immortalata dal popolo in questi dolci marroni e dal significativo nome “rame”. Ultima curiosità: i catanesi li mangiano, comunque, almeno da due secoli a questa parte. Ultima curiosità bis: per farli all’antica dovreste avere a disposizione un tot di avanzi di pasticceria; nella ricetta moderna, abbiamo trovato dei sostituti.

Rame di Napoli: la ricetta

Ingredienti:

  • 500 grammi di farina per dolci
  • 200 grammi di zucchero
  • 150 grammi di burro
  • 300 ml di latte
  • 80 grammi di cacao amaro in polvere
  • 10 grammi di ammoniaca (o 1 bustina di lievito in polvere per dolci da 16 grammi)
  • 1 cucchiaio di miele (preferibilmente di fiori d’arancio o millefiori)
  • scorza d’arancia grattugiata
  • 1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere

Per la guarnizione:

  • 200 grammi di marmellata di arance
  • 300 grammi di cioccolato fondente
  • 50 grammi di burro
  • granella di pistacchi

Qui ci imbattiamo in qualcosa di più complicato, ma il risultato merita.
Mescolate insieme farina, zucchero e cacao amaro. A questo, aggiungete poi miele, burro a tocchetti, scorza d’arancia, chiodi di garofano tritati, cannella e ammoniaca. Procedete con l’aggiunta del latte e lavorate (con le mani!) fino ad ottenere un composto omogeneo e morbido. Nella solita teglia rivestita di carta forno, disponete i vostri biscotti: come prima, preparate delle palline e schiacciatele sulla teglia. Lasciate cuocere in forno per circa 20 minuti a 180°.
Fase numero due: guarnizione! Sfornate e raffreddate, le vostre rame sono pronte per essere spennellate con la marmellata di arancia. Preparate poi la glassa facendo sciogliere a bagnomaria il cioccolato e il burro. Ci siete quasi: non vi resta che immergere la parte di sopra delle vostre rame nella glassa e spolverarle con la granella di pistacchio.

Natasha Puglisi

Autore: Natasha Puglisi

Dopo aver letto d’ogni, scritto altrettanto, gestito una libreria e compreso la mia vera vocazione, passo al Dark Side dell’editoria: la redazione.
Cosa sapere sul mio conto? Amo la mia città sotto l’Etna, la musica indie, ovviamente la buona letteratura, i viaggi disorganizzati, i biscotti e i pancake (questi ultimi in particolare, li faccio meglio di come faccio i libri). La Sicilia è il mio stato d’animo: non potrei vivere in nessun altro luogo che non le somigli almeno un po’.

Dolci tradizionali: due ricette per la “Festa dei morti” ultima modifica: 2017-10-30T10:34:52+00:00 da Natasha Puglisi

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